28 settembre 2020
Aggiornato 00:00
Crisi coronavirus

Coronavirus, a Vo' Euganeo due cinesi positivi

Così ha detto il sindaco della cittadina in provincia di Padova, Giuliano Martini al Gr1: «Sono rientrati in Italia dopo i festeggiamenti del capodanno cinese». In Piemonte solo un caso

Infermieri al lavoro
Infermieri al lavoro ANSA

PADOVA - «Due degli otto cinesi che hanno visto la partita in tv in un bar di Vo' Euganeo sarebbero risultati positivi al Coronavirus». Così ha detto il sindaco della cittadina in provincia di Padova, Giuliano Martini al Gr1. «Sono rientrati in Italia dopo i festeggiamenti del capodanno cinese, attraverso voli con scali in Germania o Olanda, senza nessun controllo», ha aggiunto il sindaco al Gr1, ricordando che anche Adriano Trevisan, la prima vittima del coronavirus in Italia, aveva seguito la partita Inter-Milan lo scorso 9 febbraio nello stesso locale. Da qui lo screening sugli otto cinesi, che a Vo' Euganeo gestiscono un capannone per la lavorazione di pantaloni. «Potrebbero essere dunque loro i pazienti zero del nostro comune», ha concluso il sindaco Martini.

In Piemonte solo un caso, negativi gli altri test

Gli esiti dei quindici test di cui si era in attesa in Piemonte, sono tutti negativi. La notizia è stata diffusa poco fa dall'Unità di crisi sul «coronavirus covid 19» attiva presso la centrale operativa della Protezione civile regionale del Piemonte. Al momento, quindi, è stato riscontrato un solo caso di positività al virus, riguardante un uomo di 40 anni di Torino, attualmente ricoverato all'ospedale Amedeo di Savoia di Torino. Le sue condizioni di salute al momento non destano particolare preoccupazione.

Tutti negativi i test allo Spallanzani di Roma

«Sono tutti negativi i test processati oggi presso l'istituto Spallanzani per il COVID-19 compreso quello sullo studente di Tor Vergata che si era presentato al pronto soccorso. Peraltro sta circolando una fakenews circa la chiusura del pronto soccorso di Tor Vergata e il direttore dell'azienda Policlinico Tor Vergata presenterà denuncia all'autorità giudiziaria per procurato allarme». Lo dichiara l'Assessore alla Sanità e l'Integrazione Sociosanitaria della Regione Lazio Alessio D'Amato.