24 luglio 2019
Aggiornato 02:00
Vaticano

Papa: «Siamo tutti peccatori, smettiamola di denigrare e condannare gli altri»

All'Angelus il Papa riflette sull'episodio evangelico della donna adultera in cui si contrappongono due atteggiamenti: quello di scribi e farisei e quello di Gesù che impersona la misericordia di Dio e apre ad una vita nuova

Papa Francesco durante l'Angelus
Papa Francesco durante l'Angelus ANSA

ROMA - Papa Francesco invita a «prendere coscienza che siamo peccatori, e a lasciar cadere dalle nostre mani le pietre della denigrazione e della condanna che a volte vorremmo scagliare contro gli altri». Così ha detto il Pontefice nell'Angelus domenicale parlando dell'episodio evangelico della donna adultera previsto dalla liturgia nella quinta domenica di Quaresima. I farisei vogliono condannare la donna, «perché si sentono i tutori della Legge e della sua fedele applicazione» - ha continuato Francesco - ma Gesù «invece vuole salvarla, perché Lui impersona la misericordia di Dio che perdonando redime e riconciliando rinnova».

Gesù apre una vita nuova

Insomma «gli interlocutori di Gesù sono chiusi nelle strettoie del legalismo e vogliono rinchiudere il Figlio di Dio nella loro prospettiva di giudizio e di condanna. Ma Egli - ha aggiunto - non è venuto nel mondo per giudicare e condannare, bensì per salvare e offrire alle persone una vita nuova». Gesù «si china a scrivere col dito per terra, quasi a ricordare che l'unico Legislatore e Giudice è Dio», ha sottolineato Francesco, e ha ripetuto la frase del Vangelo: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei».

Siamo tutti peccatori

E quindi, ha detto il Papa, «Gesù fa appello alla coscienza di quegli uomini: loro si sentivano 'paladini della giustizia´, ma Lui li richiama alla consapevolezza della loro condizione di uomini peccatori, per la quale non possono arrogarsi il diritto di vita o di morte su un loro simile». La scena, ha spiegato Francesco, «invita anche ciascuno di noi a prendere coscienza che siamo peccatori, e a lasciar cadere dalle nostre mani le pietre della denigrazione e della condanna, del chiacchiericcio che a volte vorremmo scagliare contro gli altri».

Dio vuole che il peccatore viva e si converta

Gesù, ha ricordato, «è l'unico senza colpa, l'unico che potrebbe scagliare la pietra contro di lei, ma non lo fa, perché Dio non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva», e «congeda la donna con queste parole stupende: 'Va´ e d'ora in poi non peccare più». In questo modo, ha affermato Bergoglio, «apre davanti a lei una strada nuova, creata dalla misericordia, una strada che richiede il suo impegno di non peccare più. È un invito che vale per ognuno di noi. In questo tempo di Quaresima siamo chiamati a riconoscerci peccatori e a chiedere perdono a Dio. E il perdono, a sua volta - ha continuato il Papa - mentre ci riconcilia e ci dona la pace, ci fa ricominciare una storia rinnovata. Ogni vera conversione è protesa a un futuro nuovo, ad una vita nuova, bella, libera dal peccato, generosa. Non abbiamo paura a chiedere perdono a Gesù, perché lui ci apre la porta di questa vita nuova. La Vergine Maria ci aiuti a testimoniare a tutti l'amore misericordioso di Dio che, in Gesù, ci perdona e rende nuova la nostra esistenza, offrendoci sempre nuove possibilità».