19 luglio 2019
Aggiornato 16:00
Vaticano

Papa Francesco ai giovani: «Dio vi ama e la Chiesa ha bisogno di voi»

Presentato stamani in Vaticano il testo dell'Esortazione apostolica frutto della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi

Papa Francesco ai giovani: «Dio vi ama e la Chiesa ha bisogno di voi»
Papa Francesco ai giovani: «Dio vi ama e la Chiesa ha bisogno di voi» ANSA

CITTÀ DEL VATICANO - Nessuna rivoluzione dottrinale, come la fronda conservatrice temeva, nessuna apertura sui gay o sulle coppie di fatto, come i riformisti più entusiasti speravano, ma un testo pastorale dal quale traspare la simpatia nei confronti dei giovani di oggi, più o meno credenti, la preoccupazione di disarmare un certo moralismo cattolico, soprattutto quando si tratta di sesso, e la ferma indicazione di un metodo, quello sinodale, che disegna un nuovo paradigma della vita della Chiesa. E' l'esortazione apostolica sui giovani che il Papa ha pubblicato oggi.

Il testo, Christus vivit, Cristo vive, è il frutto di tre settimane del sinodo dei vescovi che si è svolto dal 3 al 28 ottobre scorso, e che era stato preceduto dal 19 al 24 marzo da una riunione pre-sinodale di trecento giovani da tutto il mondo. Francesco ha firmato il documento a Loreto, la scorsa settimana, ed ha voluto che uscisse nell'anniversario della morte di Giovanni Paolo II (2 aprile 2005), predecessore molto amato dai giovani.

Nell'esortazione di 299 paragrafi Jorge Mario Bergoglio scrive delle molte sfide che investono i giorni contemporanei, dalle migrazioni forzate alle strumentalizzazioni politiche, dalla disoccupazione all'ambiente digitale, dal consumismo ad una cultura che promuove un superficiale «culto del corpo». Dedica un lungo passaggio agli abusi sessuali. Incoraggia i ragazzi al matrimonio, ma chiede che «i giovani siano guardati con comprensione, stima e affetto, e che non li si giudichi continuamente o si esiga da loro una perfezione che non corrisponde alla loro età». Si rivolge ai giovani credenti, ma sottolinea che «non è nemmeno necessario che uno accetti completamente tutti gli insegnamenti della Chiesa per poter partecipare ad alcuni dei nostri spazi dedicati ai giovani».

Il sesso, ribadisce, è un dono di Dio, non merita tabù. Ma il Papa non parla di coppie di fatto, omosessualità, contraccezione. Francesco sembra evitare accuratamente i temi più controversi. Diversamente da quanto avvenuto al doppio sinodo sulla famiglia del 2014-2015, quando maggioranza riformista e opposizione conservatrice si erano scontrati su divorziati risposati e questione gay, e diversamente da quanto potrebbe avvenire al prossimo Sinodo del 2019, quello dedicato all'Amazzonia, dove con ogni probabilità verrà affrontato il tema dei «viri probati» che alcuni interpretano come la fine del celibato obbligatorio dei sacerdoti. Francesco, anzi, sottolinea che vanno accolte tutte le proposte pastorali valide, capaci di «comunicare la gioia del Vangelo», di qualsiasi colore siano, «se 'conservatori o progressisti', se 'di destra o di sinistra'». Dei 167 paragrafi del documento finale dell'assemblea di ottobre scorso, per dire, il paragrafo più controverso, il 150, passato sì ma con 65 «non placet» e 178 «placet», affermava che «esistono già in molte comunità cristiane cammini di accompagnamento nella fede di persone omosessuali: il Sinodo raccomanda di favorire tali percorsi», percorsi che aiutano «ogni giovane, nessuno escluso, a integrare sempre più la dimensione sessuale nella propria personalità, crescendo nella qualità delle relazioni e camminando verso il dono di sé». Un tema assente nell'esortazione apostolica pubblicata oggi. «Mi sono lasciato ispirare dalla ricchezza delle riflessioni e dei dialoghi del Sinodo dell'anno scorso», scrive Francesco a inizio dell'opera. «Non potrò raccogliere qui tutti i contributi, che potrete leggere nel Documento Finale, ma ho cercato di recepire, nella stesura di questa lettera, le proposte che mi sembravano più significative».

Per il Pontefice argentino, invece, è importante sottolineare che la propria parola «sarà arricchita da migliaia di voci di credenti di tutto il mondo che hanno fatto arrivare le loro opinioni al Sinodo. Anche i giovani non credenti, che hanno voluto partecipare con le loro riflessioni, hanno proposto questioni che hanno fatto nascere in me nuove domande». Il Papa, ancora, cita in nota una lunga serie di testi e autori ai quali si ispira, e che sottolineano proprio la variegatezza, la coralità, la complessità della Chiesa cattolica mondiale: le conferenze stampa di Usa, Svizzera, Rwanda, Corea, Argentina, Colombia, e poi oltre ai suoi predecessori Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, il Concilio vaticano II, sant'Agostino e san Tommaso d'Aquino, san Oscar Arnulfo Romero, i teologi Romano Guardini e Rafael Tello, lo storico preposito generale dei gesuiti Pedro Arrupe e il gesuita Alberto Hurtado, e ancora il poeta argentino Francisco Luis Bernardez.

Francesco invece non lesina parole per denunciare i rischi di una Chiesa che rimbrotta i fedeli; «in guerra per due o tre temi che la ossessionano»; incapace di accorgersi che la morale sessuale è spesso «causa di incomprensione e di allontanamento dalla Chiesa, in quanto è percepita come uno spazio di giudizio e di condanna». Francesco avverte: «Noi adulti corriamo il rischio di fare una lista di disastri, di difetti della gioventù del nostro tempo. Alcuni forse ci applaudiranno perché sembriamo esperti nell'individuare aspetti negativi e pericoli. Ma quale sarebbe il risultato di questo atteggiamento? Una distanza sempre maggiore, meno vicinanza, meno aiuto reciproco». Mette in guardia dalle scuole cattoliche «che sembrano essere organizzate solo per conservare l'esistente», trasformare in «bunker che protegge dagli errori di fuori». Avverte: molti giovani «si annoiano, perdono il fuoco dell'incontro con Cristo e la gioia di seguirlo, molti abbandonano il cammino e altri diventano tristi e negativi» se, dopo una «intensa esperienza di Dio», gli si propongono corsi «nei quali si affrontano solo questioni dottrinali e morali: sui mali del mondo di oggi, sulla Chiesa, sulla dottrina sociale, sulla castità, sul matrimonio, sul controllo delle nascite e su altri temi». Il Papa argentino cita Oscar Arnulfo Romero, vescovo, martire, canonizzato per sua volontà: «Il cristianesimo non è un insieme di verità in cui occorre credere, di leggi da osservare, di divieti. Così risulta ripugnante. Il cristianesimo è una Persona che mi ha amato così tanto da reclamare il mio amore. Il cristianesimo è Cristo».

Il Papa, dunque, sottrae, toglie carichi moralistici, lascia spazi. La Christus vivit, scrivono don Rossano Sala e padre Giacomo Costa, Segretari Speciali del Sinodo, in un commento pubblicato online da Aggiornamenti Sociali e nell'edizione dell'esortazione apostolica in uscita con Elledici. «pur estremamente ricca di spunti, non contiene le indicazioni operative che molti attendevano per proseguire il processo di attuazione del Sinodo. E' una dinamica che non deve stupire in un testo di papa Francesco, che fa della rinuncia a impartire indicazioni dall'alto e dell'invito a ciascuno ad assumere la propria parte di responsabilità una cifra del suo ministero». Dal Pontefice che ha voluto potenziare il metodo sinodale, «non ci viene chiesto di 'applicare' delle indicazioni magisteriali vincolanti. L'ambito pastorale non è mai applicativo, ma è sempre uno spazio di discernimento, cioè di fedeltà creativa». Per questo, «più che manuali teorici, servono occasioni in cui mettere a frutto l'ingegno e le capacità dei giovani stessi, ossia un approccio dal basso anziché dall'alto, avendo cura di raccogliere e condividere quelle buone pratiche coronate da successo. Anche per le Chiese questo invito a fidarsi dei giovani contiene una sfida - lasciare loro spazio - e richiede il coraggio di mettere in discussione ciò che si è sempre fatto». Il senso, scrivono i due sacerdoti, è sollecitare le responsabilità ai vari livelli: «tutti i giovani, ogni credente, la comunità locale, i movimenti e le Congregazioni religiose, ogni singola Diocesi. Perfino alle Conferenze Episcopali e ai Dicasteri Vaticani è chiesto di mettersi in stato di conversione e di rinnovamento».