23 gennaio 2019
Aggiornato 09:30
Manovra finanziaria

La preoccupazione del Pd ora sono gli italiani all'estero: «Manovra avara e amara per loro»

I parlamentari del Partito Democratico preoccupati per quota 100, opzione donne e pensioni di cittadinanza per i nostri connazionali all'estero

Senatori del Pd durante la discussione in Senato della manovra di bilancio
Senatori del Pd durante la discussione in Senato della manovra di bilancio ANSA

ROMA - «Una manovra di bilancio avara ed amara per gli italiani all'estero, anche in materia di sicurezza sociale. Il maxiemendamento approvato dal Senato, che sarà votato definitivamente dalla Camera a fine anno, ignora le rivendicazioni dei nostri connazionali e rimanda a futuri decreti le promesse sull'aumento dell'importo dell'integrazione al minimo e sull'introduzione della flessibilità dell'età pensionabile (Quota 100 ed Opzione donna)». Lo dichiarano i parlamentari Pd Laura Garavini, Angela Schirò e Massimo Ungaro, commentando la legge di bilancio approvata in Senato e che dopo Natale tornerà alla Camera per il via libera definitivo.

Serve la residenza in Italia?

Così come è scritta - osservano i parlamentari dem - la legge di Bilancio non chiarisce se la cosiddetta pensione di cittadinanza di 780 euro verrà erogata a chi ne avrà diritto, pur risiedendo fuori dal territorio nazionale. Forte è il rischio secondo loro che venga considerata beneficio assistenziale e quindi subordinata alla residenza in Italia. Inoltre non dice se la proroga dell'Opzione donna - cioè la possibilità per le donne di andare in pensione anticipatamente - sarà estesa anche alle donne residenti all'estero. Ed infine la manovra non chiarisce se la Quota 100 - vale a dire la possibilità di andare in pensione a 62 anni di età con 38 anni di contributi - potrà essere maturata con il meccanismo della totalizzazione in convenzione («Noi riteniamo di sì in virtù del diritto e delle convenzioni internazionali») oppure no.

«Da governo segnali di distacco e indifferenza»

«La maggioranza gialloverde poi non ha preso in nessuna considerazione le nostre richieste, né per una attesa e necessaria sanatoria degli indebiti pensionistici per decine di migliaia di pensionati italiani residenti all'estero né tantomeno per un aumento degli importi delle pensioni in convenzione, attualmente molto bassi», proseguono i dem. Insomma, in un momento in cui ci si interroga con inquietudine e preoccupazione in merito alle politiche a favore delle istanze e dei diritti «dei nostri connazionali, giungono purtroppo da questo Governo, in materia di tutela socio-previdenziale, segnali di distacco ed indifferenza». Per questo il Pd si annuncia che si attiverà «con determinazione» nei prossimi mesi per sensibilizzare il governo e il Parlamento per una maggiore attenzione e per interventi concreti al fine di migliorare la tutela socio-previdenziale degli italiani residenti all'estero.