16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30

Brunetta: «Italia è già commissariata»

Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia: «La manovra dell'Italia rimane infatti sub judice e osservata speciale»

Renato Brunetta
Renato Brunetta ANSA

ROMA - «L'Italia è, di fatto, già sotto commissariamento, nonostante la procedura d'infrazione per debito eccessivo sia stata evitata, almeno per il momento. Come lasciato intendere dal vice presidente Valdis Dombrovskis ieri, durante la conferenza stampa successiva alla riunione della Commissione, la manovra dell'Italia rimane infatti sub judice e osservata speciale da parte dei funzionari della Commissione, a cui spetterà il compito di verificare che le promesse fatte dal Governo italiano siano effettivamente messe per iscritto nel testo della Legge di Bilancio. Nel caso il testo della manovra non corrispondesse a quanto concordato con la Commissione, l'esecutivo comunitario si è già dichiarato pronto a rivalutare l'apertura della procedura già dal prossimo gennaio. Un chiaro avvertimento all'Italia che, d'ora in avanti, sconti non ce ne saranno più». Lo afferma in una nota Renato Brunetta, deputato e responsabile della politica economica di Forza Italia.

Scelte imposte dall'alto

«Non solo. I sempre più frequenti viaggi fatti dai membri dell'esecutivo a Bruxelles, fino alla permanenza del ministro dell'Economia Giovanni Tria per tutto lo scorso weekend, rinchiuso nei palazzi della Commissione assieme agli alti funzionari europei, lascia intendere - aggiunge - come sia il nuovo quadro macroeconomico, che prevede un tasso di crescita del Pil per il 2019 ridotto all'1,0% che quello di finanza pubblica, che prevede la discesa del rapporto deficit/Pil al 2,0%, sia frutto di una imposizione dall'alto e non di una scelta spontanea».

Ipoteca comunitaria sui conti pubblici

«Infine, il raddoppio delle clausole di salvaguardia e l'iscrizione a bilancio di 2 miliardi di euro da utilizzare nel caso l'obiettivo di deficit non venga raggiunto, rappresentano l'ipoteca comunitaria sui conti pubblici italiani. Come ricordato sempre da Dombrovskis ieri, il Governo è libero di scegliere pure una politica economica costosissima, tutta orientata alla spesa assistenzialista, invece che a misure pro-crescita come le spese per investimenti e il taglio delle tasse per le imprese. A patto, però, che queste vengano coperte da nuove entrate e non da altro deficit, che la Commissione evidentemente non è più disposta a concedere», conclude.