16 ottobre 2019
Aggiornato 11:30

Global compact, la «hit» di Jovanotti con le parole della Meloni. Lei: «Chi ha deciso il voto italiano?»

Il rapper trasforma in un rap «afrobeat» il testo della leader di Fratelli d'Italia contro il global compact sui rifugiati dell'Onu

ROMA - Al centro del dibattito politico, e non, il global compact, l'accordo Onu sui rifugiati che cambierà il modo di gestire le crisi migratorie, appena approvato a larga maggioranza a New York, nonostante il no di Usa e Ungheria. Tra le più battagliere contro l'accordo, che, pur non vincolante, cambia le regole del gioco in modo sostanziale, da sempre in prima fila c'è Giorgia Meloni, che scrive su Facebook: «Apprendo che le Nazioni Unite hanno approvato il Global Compact sui rifugiati, preludio di quello sui migranti. Apprendo anche che il governo italiano ha votato a favore. Scusate, ma chi e dove ha deciso il voto italiano?».

Il rap di Jovanotti
Appena qualche giorno fa, niente meno che Jovanotti, ospite nell'ultima puntata di Propaganda Live su La7, aveva trasformato in rap proprio le parole della leader di Fdi contro il global compact. Jovanotti ha chiamato la sua improvvisata canzone «Perché gli va». Il conduttore, Diego Bianchi meglio conosciuto come Zoro, l'ha definita addirittura un «pezzone». Giorgia Meloni ha replicato con una battuta: «Non è da tutti avere un proprio testo cantato da Jovanotti. Ne sono lusingata. Utilissimo per far conoscere agli italiani il pericolo del Global Compact. Grazie Lorenzo Jovanotti Cherubini (anche se non volevi farmi un favore…)».

Una rete internazionale per l'accoglienza
Il principale obiettivo del Global Compact, dice l'Onu, è creare una rete internazionale per l’accoglienza di migranti e rifugiati: un’accoglienza «sicura», si legge nella dichiarazione, e di «sostegno». Il punto di partenza è proprio il principio, condiviso dai vari firmatari, che la questione delle migrazioni debba essere affrontata a livello globale. Nel documento di parla di migrazione «disciplinata, sicura, regolare e responsabile» e prevede una lunga serie di impegni da parte di tutti i Paesi per tutelare «diritti e bisogni» di chi è costretto a fuggire dal proprio Paese. Cosa che alla Meloni non va proprio giù.

Meloni: «Fregatura mondiale, una follia»
«L’Onu vuole rifilarci una fregatura mondiale, un documento che impedirà agli Stati nazionali di fermare l’immigrazione di massa voluta da Soros & compagni» aveva detto Meloni. Fratelli d’Italia aveva anche presentato in Parlamento una mozione e aveva rivolto un appello a Salvini: «Il Governo non sottoscriva questo documento e difenda i confini nazionali». Meloni aveva spiegato come dentro a questo documento ci fosse una «novità fondamentale»: il Global Compact stabilisce che l’immigrazione è un diritto fondamentale di ogni essere umano. «Garantisce qualunque tipo di immigrazione: non solo chi scappa dalla guerra, dalla violenza e dalla tortura, ma anche chi scappa dalla povertà, chi scappa dal caldo e chi si muove semplicemente perché gli va» (da qui il titolo della canzone di Jovanotti...). Se l’Italia aderisse a questo documento, spiega Meloni, «non potrebbe più fare alcuna politica di controllo dei flussi migratori. Queste teorie che sono scritte nel Global Compact sono la vittoria dei mondialisti, di tutti quelli che hanno interesse a distruggere gli Stati nazionali e la loro identità: cioè il grande capitale, la speculazione, gli usurai, ovvero è la vittoria delle teorie della sinistra. Ma è una sconfitta per qualunque nazione che voglia difendere i suoi confini e la sua identità. Una vera follia».