22 maggio 2019
Aggiornato 13:30
Manovra finanziaria

Brunetta a Conte: «Prima di andare a Bruxelles riscrivi la manovra»

Il responsabile economico di Forza Italia: «La commissione vuole risposte concrete». Mulè: «Conte ripudia il reddito di cittadinanza come un figlio illegittimo»

Il Responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta
Il Responsabile economico di Forza Italia, Renato Brunetta ( ANSA )

ROMA - «Con quali dati andrà domani il premier Giuseppe Conte a Bruxelles a negoziare con la Commissione Europea nell'ultimo, disperato tentativo di evitare la procedura d'infrazione per debito eccessivo e il commissariamento dell'Italia? Ci piacerebbe saperlo, così come la Commissione lo vorrebbe sapere». Lo afferma Renato Brunetta, deputato e responsabile economico di Forza Italia.

Numeri definitivi - «Dopo mesi di chiacchiere, promesse e ipotesi varie - prosegue - è arrivato finalmente il momento di vedere dei numeri definitivi. Quale soglia deficit/Pil per il 2019 porterà Conte a Juncker? Il 2,4% come scritto nella manovra attuale, il 2,2% posto come soglia massima indicata da Salvini e Di Maio, il 2,0% voluto da Conte e il ministro dell'Economia Giovanni Tria o l'1,8-1,9% chiesto dalla Commissione per non aumentare il deficit strutturale? Verranno eliminate definitivamente le misure del reddito di cittadinanza e della quota 100, l'unico modo per rispettare l'obiettivo di un deficit strutturale 'close to balance' nel triennio, verranno solo rinviate a non si è capito ancora quando, oppure mantenute completamente?».

La commissione vuole risposte concrete - «Queste sono le domande - osserva ancora Brunetta - alle quali la Commissione vuole risposte concrete. Senza un nuovo Draft Budgetary Plan e una riscrittura della manovra, con dei dati messi per iscritto, il viaggio di Conte sarà del tutto inutile, l'incontro si risolverà in un nulla di fatto e mercoledì prossimo la Commissione pubblicherà le sue raccomandazioni contenenti le misure correttive che l'Italia dovrà intraprendere a partire dall'anno prossimo. Il tempo degli annunci è finito. Domani, finalmente, vedremo quali risultati Conte porterà a casa».

Mulè: Conte ripudia il reddito di cittadinanza - «È talmente bello e giusto il reddito di cittadinanza che il premier Giuseppe Conte non trova neppure il coraggio di citarlo con nome e cognome nel suo vacuo intervento alla Camera: il professore lo ripudia come un figlio illegittimo e confessa candidamente piuttosto quello che tutti sappiamo. E cioè che la manovra ancora non c'è: non sarà un libro dei sogni, come dice Conte alla Camera, ma una zavorra fondata su un 'figlio di n.n.' del quale si vergogna perfino di nominarlo in Italia per paura di coprirsi di ridicolo in Europa». Lo afferma, in una nota, Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato.