15 dicembre 2018
Aggiornato 09:30

L'Europa corregge il governo: «Perché la manovra non funzionerà»

Il vicepresidente della Commissione non è convinto della ricetta economica dell'esecutivo italiano: «Le nostre previsioni sono molto differenti»
Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis
Il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis (Stephanie Lecocq | EPA)

BRUXELLES – La strategia espansiva che il governo italiano ha adottato con la sua manovra finanziaria «non sembra funzionare ed è importante per l'economia italiana che questa strategia venga corretta». Lo ha sottolineato Dombrovskis oggi a Bruxelles, parlando a margine di una conferenza per la celebrazione dei vent'anni dall'introduzione della moneta unica, con la fissazione dei tassi irrevocabili di conversione delle monete nazionali partecipanti. «Siamo in contatto con le autorità italiane e pronti a reagire se dovessero esserci grandi sviluppi riguardanti il bilancio italiano e se dovessero esserci grandi correzioni di rotta», ha riferito il vicepresidente della Commissione europea, che poi, a chi chiedeva se una riduzione al 2% del deficit/Pil programmato dal governo possa costituire una base d'intesa, ha risposto: «Mi asterrei dal commentare dati specifici».

L'andamento delle trattative
«Dove siamo – ha ricordato il politico lettone – è largamente noto: secondo la decisione del Consiglio Ue di luglio, l'Italia dovrebbe effettuare una correzione strutturale pari allo 0,6% del Pil; invece vediamo, secondo i piani dello stesso governo, un deterioramento dello 0,8%. Secondo le previsioni della Commissione è anche peggio: un deterioramento dell'1,2% del Pil. Vediamo che la differenza è molto grande. E la correzione che occorre – ha ribadito – è molto sostanziale, ma non posso commentare ogni decimale di punto». Dombrovskis ha ricordato ancora che il deficit/Pil al 2,4% «è la previsione del governo». E, ha spiegato «quando noi facciamo le valutazioni dei documenti programmatici di bilancio degli Stati membri dell'Eurozona prendiamo come basi i piani dei governi stessi. In questo caso, quando siamo arrivati alla conclusione di un'inadempienza particolarmente grave, ci eravamo basati sui dati del governo. Quando discuteremo dei risultati, saranno basati sui fatti».

Previsioni discordanti
«Quello che possiamo dire – ha sottolineato il vicepresidente della Commissione – è che attualmente c'è una sostanziale differenza tra le previsioni dell'Italia e le nostre... Crediamo che le previsioni macroeconomiche dell'Italia siano troppo ottimiste e vediamo che questa strategia, che è apparentemente intrapresa dal governo, di fare una politica espansiva, facilitando la crescita economica ed essendo in grado di gestire sia il deficit che il debito, in realtà non si sta concretizzando». Perché in Italia, ha rimarcato Dombrovskis, «quello che vediamo, invece, è un aumento dei tassi di interesse, che si trasmette all'economia reale. Vediamo difficoltà nel settore bancario, che ancora una volta limita la disponibilità del credito all'economia reale; gli indicatori di fiducia sono in calo, ciò che potrebbe ripercuotersi sugli investimenti nell'economia italiana. Come risultato, vediamo che l'economia in realtà rallenta. E abbiamo rivisto al ribasso le previsioni di crescita dell'Italia. Quindi – ha concluso Dombrovskis – quello che vogliamo dire è che la strategia che il governo italiano ha adottato non sembra funzionare ed è importante per l'economia italiana che questa strategia venga corretta».