16 ottobre 2019
Aggiornato 08:30

L'ex ministro Padoan suona l'allarme: «Governo incompetente. A rischio i risparmi degli italiani»

L'uomo alla guida del Mef con Renzi e Gentiloni attacca l'esecutivo gialloverde: «State danneggiando il Paese con scelte sbagliate»

L'ex ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, con i due ex premier del Pd, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni
L'ex ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, con i due ex premier del Pd, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni ANSA

ROMA - «Fino al maggio di quest'anno l'Italia godeva delle conseguenze positive dei cosiddetti 'fattori rilevanti'. Poi è arrivato un governo che impoverisce il Paese e costituisce un rischio perché ha invertito il processo di difesa dei risparmi che infatti sono oggi in pericolo». Pier Carlo Padoan, intervenendo alla Camera per il Pd nel dibattito sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte, non ha usato mezzi termini per attaccare il governo gialloverde arrivando addirittura a rivendicare come «la stabilità ha protetto i nostri risparmi che ora sono sotto attacco per colpa dell'incompetenza di questo governo». 

L'attacco di Padoan
Per Padoan «la responsabilità di aver portato il Paese in queste condizioni è pienamente nelle mani di Lega e Movimento 5 stelle». Le stime di crescite, denuncia, «sono totalmente irrealistiche, e dunque lo sono anche le previsioni di finanza pubblica. State danneggiando il Paese, i vostri annunci riducono lo spazio di bilancio. Questa legge di bilancio è il segno che queste scelte sono sbagliate per il Paese. Questa è una manovra restrittiva, altro che espansiva», è il giudizio tranchant dell'ex ministro dell'Economia.

L'intervento di Conte
Padoan si è detto «molto deluso» dall'intervento di Conte: «Abbiamo chiesto di riferire su un fatto senza precedenti, e lei non ne ha anche parlato. Non ci ha raccontato nulla di quanto il governo vuole fare, ci ha ripetuto alcune misure che non hanno conseguenze su crescita e stabilità». In realtà «il rapporto Ue spiega perché siamo in infrazione, e ha a che fare con l'atteggiamento preso da questo governo. Il debito superiore al 60% pone condizioni per attivare la procedura in qualunque momento. Ma negli anni passato i governi hanno fronteggiato questa possibilità, con manovre che andavano nella direzione corretta, non per le regole europee ma per il bene del Paese: e infatti sono cresciuti il Pil, l'occupazione, la competitività».