16 dicembre 2018
Aggiornato 09:00

Da Baobab a Non Una di Meno: due giorni di proteste contro il decreto sicurezza di Salvini

Venerdì il dl alla Camera. Nello stesso giorno la protesta dei "movimenti antirazzisti". E sabato scenderanno in campo le donne, anche loro contro il provvedimento

Un momento dello sgombero del presidio di Baobab Experience a Roma. 13 novembre 2018
Un momento dello sgombero del presidio di Baobab Experience a Roma. 13 novembre 2018 (ANSA/MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - Saranno due giorni di proteste. Nel mirino delle associazioni antirazziste, dei movimenti per l'abitare, delle forze politiche di sinistra e di Non Una di Meno il decreto Salvini che venerdì sbarcherà alla Camera. A chiamare alla protesta, nello stesso giorno della discussione, è Baobab Experience, l'associazione da tempo in «guerra» con il ministro dell'Interno. L'appuntamento è alle 15 a pochi metri da Montecitorio: «Saremo in piazza San Silvestro» spiegano gli organizzatori «per manifestare tutto il nostro dissenso contro il decreto Salvini, un provvedimento razzista e securitario che criminalizza migranti, poveri, attivisti per i diritti sociali». Il giorno successivo, sabato 24 novembre, a scendere in piazza saranno le donne di Non Una di Meno e anche loro, al centro della protesta, hanno messo il provvedimento «leghista».

La protesta di venerdì 23
Avevano chiesto di poter «invadere» piazza Montecitorio per protestare proprio davanti al palazzo in cui si discuterà il decreto, ma la richiesta è stata negata per «problemi di sicurezza» legati all’elevato numero di persone che potrebbero essere presenti. «Riteniamo gravissima questa presa di posizione della Questura» denunciano gli organizzatori «che comporta un evidente restringimento del diritto di manifestare e siamo pronti a raccogliere la sfida: dimostriamo che il 23 novembre saremo in tantissimi e tantissime, in piazza». Un microfono aperto raccoglierà storie di solidarietà e mutualismo «che esistono e resistono nei nostri territori». L'obiettivo è «denunciare tutte le esperienze positive e di riappropriazione dei diritti e degli spazi che questo decreto spazzerà via e dare parola ai richiedenti asilo cacciati dagli Sprar o a chi è oggi titolare di una protezione umanitaria, che vorrebbero rendere marginale ed irregolare un domani».

Lo scontro con «Salvini» non si ferma
Dopo lo sgombero del 13 novembre
il presidio di Baobab Experience si è spostato davanti alla stazione Tiburtina. Ogni notte decine di migranti si accampano nella zona e, ogni mattina, le forze dell'ordine si presentano nel piazzale a volte per sgomberarlo, altre per renderlo off limits, altre ancora per identificare i presenti. E lo stesso è accaduto anche stamattina: all'arrivo dei volontari di Baobab per la «solita» colazione sul pizzale erano già presenti i blindati, con gli agenti che non hanno permesso agli attivisti di avvicinarsi. Tutti i presenti sono stati identificati e in 14, già fotosegnalati in occasione dello sgombero, sono stati trasportati in questura.

La protesta di sabato 24 novembre
Sabato sarà invece la giornata delle donne. La giornata di Non Una di Meno. L'appuntamento è alle 14 a piazza della Repubblica e anche in questo caso al centro della protesta ci sarà, insieme al decreto Pillon ,il decreto Salvini. Nel mirino, anche in questo caso, le norme sui richienti asilo, perché, denunciano da Non Una di Meno, «spesso le donne che arrivano in Italia scappano dallo sfruttamento sessuale, da violenze domestiche, sessuali e patriarcali. Ed eliminando la protezione umanitaria, il decreto sicurezza elimina una possibilità di sottrazone alla violenza e rende le donne più insicure». Inoltre, rendendo più difficile rinnovare il permesso di soggiorno «aumenta il rischio che le donne cadano nelle man dei trafficanti» e togliendo la possibilità di iscrizione anagrafica per i richiedenti asilo «impedirà l'accesso a molti servizi sociali. E restringere i servizi di accoglienza per i richiedenti asilo colpisce in primo luogo le donne».