15 dicembre 2018
Aggiornato 19:00

Sgomberato il centro Baobab che assiste migranti. Salvini: “Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate"

L'Unione Inquilini di Roma attacca: "Siamo stanchi di vedere la caccia ai poveri"

ROMA - E’ in corso a Roma a piazzale Maslax, nei pressi della stazione Tiburtina, lo sgombero del centro d'accoglienza spontaneo Baobab che si occupa di assistere immigrati non ancora collocati in strutture. Pronto il commento del ministro dell’Interno, Matteo Salvini: «Zone franche, senza Stato e legalità, non sono più tollerate. L’avevamo promesso, lo stiamo facendo. E non è finita qui. Dalle parole ai fatti». Secondo quanto si è appreso, all'interno della tendopoli stamattina c'erano circa 200 migranti. Sono in corso le identificazioni e i migranti sprovvisti di documenti verranno portati all'ufficio immigrazione per il fotosegnalamento. Al temine delle operazioni verranno rimosse le tende e l'area sarà bonificata.

Un volontario: «Questo è il cambiamento del Campidoglio a 5 stelle»
"Sono arrivati alle sette e un quarto, era nell'aria ma in realtà noi avevamo un accordo con il Comune. Il Comune si era impegnato a ricollocare le persone accolte, parlava di 170 posti» racconta un volontario. «In realtà a oggi sono 65 persone hanno trovato posto nei centri. Non abbiamo parole perché per l'ennesima volta un problema sociale della capitale d'Italia viene risolta con la polizia e con la ruspa. Questo è il cambiamento del Campidoglio a 5 stelle. «Qui c'erano cento persone perché 65 avevano trovato collocazioni nei centri comunali. Tra l'altro collocazioni di cui non conosciamo i progetti volti a garantire l'autonomia e l'inserimento sociale, come prevede la legge. Quindi già la soluzione era improvvisata di per sè, in più oggi c'è stata questa prova di forza e non siamo riusciti nemmeno a portare a termine il ricollocamento delle persone che non volevano stare per strada». Alcune persone, ha spiegato ancora il volontario «stamattina sono andate via presto perché lavorano. Avendo affrontato la questione senza un filo logico, da oggi pomeriggio ci saranno cento persone di più in strada intorno alla stazione Tiburtina senza un posto che possa garantire loro i servizi essenziali che, essendo tanto poveri, non riescono a garantirsi da soli. Non capiamo quale sia il vantaggio per tutta la città di questi tipo di operazione».

Unione Inquilini: «Stanchi di vedere la caccia ai poveri»
Ma subito sono scoppiate le critiche: «La mano pesante della Prefettura ha deciso di mettere fine a al progetto del Baobab Experience diventato un punto di riferimento a Roma, ci chiediamo come intenda ora intervenire il Comune di Roma» ha affermato il segretario romano dell'Unione Inquilini, Fabrizio Ragucci. «Non basta sgomberare. E' del tutto evidente che la Sala Operativa Sociale non possa continuare a essere l'unico strumento del Comune di Roma. Siamo stanchi di vedere la caccia ai poveri. Oramai la SOS - ha agiunto Ragucci - sembra essere una foglia di fico per un Comune incapace di trovare soluzioni e violento nelle pratiche. Ora attendiamo di conoscere le sorti delle persone condotte in via Patini».

Civati: viene preso di mira chi cerca di fare buona accoglienza
Scende in campo anche Pippo Civati, fondatore di Possibile: «Grande preoccupazione e solidarietà ai volontari del Baobab colpiti dallo sgombero. Le istituzioni che si sono disinteressate al problema dell’accoglienza, ora intervengono per sgomberare chi lo ha fatto con intenzioni umanitarie: è venuta meno la buona politica per lasciare spazio a prove muscolari. Così, ancora una volta, viene preso di mira chi cerca di fare buona accoglienza: tutto in linea con i contenuti del decreto Salvini. L’immagine più chiara delle politiche sbagliate di questo Paese» . Sabato con il Baobab a Roma hanno manifestato decine di migliaia di persone. È stata una manifestazione contro il razzismo che contestava le politiche del governo. «La risposta è lo sgombero» conclude Civati, «un atteggiamento che può essere definito di ritorsione. Questa è l’Italia, oggi».