14 novembre 2018
Aggiornato 06:00

Prescrizione, gli obiettivi del governo e le critiche dei giuristi

Luigi Di Maio lancia la campagna #BastaImpuniti. Salvini: «La giustizia deve avere tempi certi». I vertici della Cassazione: «Non servirà, serve una vera riforma»

ROMA - Due schieramenti. Il governo da una parte, il mondo delle procure e dei tribunali dall'altra. È, e ogni ora che passa sarà sempre di più, scontro sulla prescrizione. Una battaglia, per Luigi Di Maio e il Movimento 5 stelle in primis, «troppo importante». Per questo è stata lanciata la campagna social #BastaImpuniti: «Facciamo sapere a tutti che l’Italia non vuole più saperne di storie come quella della strage di Viareggio o quella della ragazza di Venezia che ha impiegato anni per trovare il coraggio di denunciare che quando aveva 7 anni è stata ripetutamente violentata dal padre e i suoi «amici del bar» per poi veder cadere ogni accusa attraverso la prescrizione. Facciamo sapere a tutti che l'Italia vuole giustizia: rapida e certa».

La battaglia del Movimento 5 stelle
«Per noi è fondamentale tutta la legge anticorruzione, le battaglie di legalità per la sicurezza e la certezza della pena per il nostro governo sono fondamentali e andremo chiaramente avanti. La lotta sulla prescrizione è una battaglia contenuta nel contratto di Governo, l’emendamento pone una prescrizione che si interrompe dopo il primo grado. Chiaramente se arrivano proposte di miglioramento siamo pronti a valutarle come abbiamo sempre fatto». Così il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, a margine dell’inaugurazione del Giardino della Giustizia nel Parco della Romanina a Roma. Il ministro ha aggiunto che «è chiaro però che ci deve essere un principio fondamentale che quell’emendamento contiene. Ad esempio, nel caso di un procedimento a carico di uno stupratore, inizia il processo, c’è il primo grado: non è immaginabile che magari arrivi una prescrizione al secondo grado o in Cassazione. Il punto è questo: dopo il primo grado di giudizio lo Stato non può permettersi di dire che la giustizia scade. Abbiamo sempre detto che le persone che sbagliano pagano, affronteranno un processo che deve arrivare dall’inizio alla fine», ha concluso.

L'incontro tra Di Maio e Bonafede
«Questa mattina colazione dal ministro Alfonso Bonafede per fare il punto sulle misure anti corruzione che presto saranno discusse in Parlamento: carcere per i corrotti, daspo ai corrotti, prescrizione dopo il primo grado di giudizio dei processi penali. Quest'ultima è una nostra battaglia fondamentale di giustizia» il messaggio del «buongiorno» del vicepremier Luigi Di Maio su Instagram, che ha pubblicato la foto di un vertice che si è tenuto questa mattina a via Arenula insieme al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e al ministro per i Rapporti con il Parlamento Riccardo Fraccaro. Presente anche il deputato M5S Gianluigi Paragone. «Non ci saranno più furbetti che la fanno franca perché possono permettersi di sostenere i costi di un processo che dura anni fino a che non scatta questa clausola che li salva prima della sentenza. Non ci saranno più stragi in parte impunite come quelle di Viareggio o come quelle dell'amianto. Non ci saranno più stupri senza colpevoli. Non ci saranno più corruttori che la fanno franca» assicura Di Maio. «La prescrizione, così come è in Italia, è un freno alla giustizia ed è una delle cause dei processi infiniti».

La posizione della Lega
«La prescrizione? Io sono abituato a rispettare gli impegni presi. Nel contratto di governo c'è la riforma della giustizia e la riforma della prescrizione. L'unica cosa che non voglio è che ci siano processi eterni. La prescrizione va cambiata, ma io voglio una giustizia che abbia tempi certi. Sono sicuro che troveremo una quadra, non litigheremo e porteremo a casa anche la riforma della giustizia» ha spiegato Matteo Salvini in un'intervista al Giornale Radio (Rai Radio1). «È interesse di tutti e io sono ottimista. Voglio una riforma complessiva del sistema giustizia» ha poi ribadito il vice premier e ministro dell'Interno al Senato per il voto sul decreto sicurezza, riferendosi alla riforma della prescrizione che i 5 stelle hanno inserito nel ddl anticorruzione all'esame della commissione Giustizia della Camera.

Ma i vertici della Cassazione frenano gli entusiasmi
«È un problema generale cha va affrontato in un'ottica di ripensamento del processo penale. È un problema che il Parlamento deve affrontare in modo organico». Questa la posizione del primo presidente della Cassazione, Giovanni Mammone. «In Cassazione si dichiarano solo le prescrizioni per i processi che hanno avuto una loro trattazione nel merito, perché dichiarazioni di prescrizione dovuti a ritardi della Cassazione non ce ne sono perché fissiamo i processi in tempi brevissimi, sette-otto mesi. Il problema esiste negli uffici di merito», ha spiegato Mammone. «Il problema della prescrizione è un ulteriore sintomo di come il processo penale non va: non è con lo stop alla prescrizione che si risolve questa situazione» ha poi precisato il procuratore generale della Cassazione, Riccardo Fuzio, a margine del Plenum del Csm. «Concordo con chi ritiene che l'emendamento così formulato integra e rafforza l'intervento fatto dal ministro Orlando. La posizione sia di singoli esponenti della magistratura e di esponenti di organi rappresentativi dell'avvocatura vada condivisa nella prospettiva di operare una riflessione totale sul processo penale: dal momento dell'arrivo della notizia di reato al pm sino poi alla fase finale dell'accesso in Cassazione».