15 ottobre 2019
Aggiornato 09:00
Giustizia

La Lega chiede un incontro a Mattarella: «Contro di noi un attacco giudiziario per fermarci»

Matteo Salvini chiede di salire al Colle già nella giornata di venerdì dopo la sentenza della Cassazione. «Vogliono metterci fuori gioco, impedirci di esistere»

Sergio Mattarella con Matteo Salvini al Quirinale
Sergio Mattarella con Matteo Salvini al Quirinale ANSA

ROMA - All'indomani della sentenza della Cassazione che ordina il sequestro di qualsiasi somma di denaro riferibile al Carroccio fino a raggiungere 49 milioni di euro, la Lega intende chiedere un incontro al Capo dello Stato Sergio Mattarella appena ritornerà dalla Lituania. Lo riferiscono fonti della Lega, a giudizio delle quali «si tratta di un gravissimo attacco alla democrazia per mettere fuori gioco per via giudiziaria il primo partito italiano. Un'azione che non ha precedenti in Italia e in Europa». Si tratta - proseguono le stesse fonti - «di un attacco alla Costituzione perchè si nega il diritto a milioni di italiani di essere rappresentati. È una sentenza politica senza senso giuridico». La Lega «non ha paura, c'è clima di grande tranquillità e serenità anche se c'è la consapevolezza che ci vogliono impedire di lavorare ed esistere».

La richiesta dell'incontro al Colle
L'incontro è stato chiesto per venerdì, al rientro del presidente della Repubblica dalla visita nelle Repubbliche baltiche. A guidare la delegazione sarà il segretario del Carroccio Matteo Salvini che è anche Vicepremier e ministro degli Interni. Al centro, ovviamente, il futuro del Carroccio che, dopo la sentenza della Cassazione, è a serio rischio.

Il Pd: «Richiesta di una gravità inaudita»
Immediata la reazione dell'opposizione, con il Partito democratico in prima fila: «Se confermata, l'indiscrezione che la Lega vorrebbe chiedere l'intervento del presidente della Repubblica lamentando un 'attacco alla democrazia', è di una gravità inaudita» ha denunciato il dem Franco Vazio, vice-presidente della Commissione Giustizia della Camera. «Il presidente della Repubblica - spiega - è non solo un organo neutrale ma anche il presidente del Consiglio superiore della magistratura. Chiamarlo in causa, rappresenta dunque una doppia e gravissima mancanza di rispetto istituzionale. In che cosa consisterebbe l'attacco alla democrazia di cui vaneggiano? Nel fatto che la magistratura sta facendo il suo lavoro?».