26 giugno 2019
Aggiornato 12:30
Lega Nord

La Lega avverte: «Querele in arrivo per chi parla di soldi rubati»

Dura replica alla decisione della Cassazione che ha stabilito il sequestro dei beni fino a 49 milioni di euro. «Questo governo sta dando fastidio»

Matteo Salvini nel corso dell'annuale raduno della Lega a Pontida (Bergamo), 1 luglio 2018
Matteo Salvini nel corso dell'annuale raduno della Lega a Pontida (Bergamo), 1 luglio 2018 ( ANSA )

GENOVA - La Lega sta preparando «decine di querele» nei confronti «di chi parla a sproposito di soldi rubati dalla Lega». È quanto fanno sapere ambienti del Carroccio, che spiegano come le denunce siano «in fase di perfezionamento e stesura». Nel mirino soprattutto chi in queste ore sta abbinando il nome di Matteo Salvini all'inchiesta di Genova. Dura poi la replica alla decisione della Cassazione che ha stabilito di sequestrare alla Lega conti bancari, depositi e fondi fino a raggiungere 49 milioni di euro, che sarebbero provento della truffa allo Stato per la quale è stato condannato in primo grado l'ex leader del Carroccio Umberto Bossi. Accolto quindi un ricorso della procura di Genova riguardo un provvedimento del tribunale del riesame ligure che nel novembre 2017 aveva escluso ulteriori provvedimenti restrittivi sui conti della Lega.

«L'efficacia del governo sta dando fastidio a qualcuno»
"Forse l'efficacia dell'azione di governo della Lega dà fastidio a qualcuno, ma non ci fermeranno certo così». Così Giulio Centemero, deputato della Lega e amministratore del partito, dopo la sentenza della Cassazione che dispone il sequestro di 48 milioni di euro al Carroccio. «Siamo stupiti di apprendere dalle agenzie, prima ancora che dalla Cassazione, le motivazioni della sentenza per cui dovrebbe proseguire il sequestro relativo a 48 milioni di euro di rimborsi elettorali. Consci della totale trasparenza e onestà con cui abbiamo gestito il movimento, con bilanci da anni certificati da società esterne, e non avendo conti segreti all'estero ma solo poche lire in cassa visti i sequestri già effettuati, sarà nostra premura portare in monetine da 10 centesimi al tribunale di Genova tutto quello che abbiamo raccolto come offerte da pensionati, studenti e operai durante il raduno di Pontida», ha concluso Centemero.

Il documento della Cassazione
Si legge infatti nel documento della Corte: «La richiesta avanzata, in corso di esecuzione, dal pubblico ministero di estendere l'originario provvedimento cautelare, che era finalizzato alla confisca diretta della somma di euro 48.969.617, anche alle somme affluite in un momento successivo alla data di esecuzione del decreto di sequestro del 4 settembre 2017 sui conti e depositi riferibili alla Lega Nord». L'oggetto della misura cautelare «è sempre quello del decreto originario che tra l'altro non è stato oggetto di contestazione e cioè l'esistenza di disponibilità monetarie della percepiente Lega Nord che si sono accresciute dal profitto del reato, legittimando così la confisca diretta del relativo importo, ovunque e presso chiunque custodito e quindi anche di quello pervenuto sui conti e o depositi in data successiva all'esecuzione del provvedimento genetico» scrivono i giudici della Cassazione.

Sequestro preventivo di 48,6 milioni di euro
Nel settembre scorso a Genova era stato disposto il sequestro preventivo di 48,6 milioni di euro della Lega, dopo la condanna in primo grado di Umberto Bossi e dell'ex tesoriere Francesco Belsito che risale a luglio scorso anno. Secondo i giudici Bossi e Belsito incassarono i rimborsi elettorali senza averne diritto grazie a certificazioni fasulle. In seguito alla condanna la Guardia di finanza aveva sequestrato circa 3,1 milioni di euro. I giudici riguardo alla decisione di oggi spiegano che se l'adozione della misura cautelare «fosse condizionata alla completa esecuzione di tali ricerche, la funzione cautelare del sequestro potrebbe essere facilmente elusa durante il tempo occorrente per il loro compimento».