16 dicembre 2018
Aggiornato 08:30

Governo (e Movimento 5 stelle) sotto attacco: l'allarme di Luigi Di Maio

Il vicepremier dal blog delle Stelle si rivolge agli eletti del Movimento 5 stelle e agli attivisti: «Mai come ora dobbiamo rimanere compatti»

Il vicepremier Luigi Di Maio
Il vicepremier Luigi Di Maio (ANSA)

ROMA - «Dobbiamo rimanere compatti come una testuggine romana. Siamo sotto attacco». Luigi Di Maio, dal blog delle Stelle, lancia prima l'allarme e poi un vero e proprio appello agli eletti del Movimento 5 stelle e agli attivisti. Obiettivo: serrare i ranghi contro la pioggia di critiche che sta investendo quello che fino a poche settimane fa era il primo partito italiano, oggi insidiato dalla Lega dell'alleato Matteo Salvini. Dal Tap al decreto sicurezza. Dalla questione immigrazione al condono. «Qualcuno sta dando segni di cedimento» avverte il 'generale' Di Maio, «ma non possiamo permetterceli». E «chi si sfila si prende questa responsabilità dinanzi ai cittadini e di questo dovrà renderne conto».

«Siamo sotto attacco totale»
Non usa mezzi termini il capo politico del Movimento: «Siamo sotto attacco totale». Poi un lungo elenco di «avversari esterni»: media, partiti, tecnocrati. La causa? «Stiamo portando a casa la Manovra del Popolo che dimostrerà ai cittadini di tutta Italia e di tutta Europa che una nuova politica fatta non di tagli, ma di investimenti è possibile». Il piano, secondo Di Maio, è quello di dipingere il Movimento come gente che non rispetta le promesse, «sminuendo, censurando o stravolgendo il senso di tutti i risultati raggiunti».

Le conseguenze degli attacchi «vili» dall'esterno
Conseguenza di questi attacchi è «lo spread che si alza, i commissari UE che sono uomini di partito che ogni giorno sparano contro l'Italia, le agenzie di rating che o abbassano il rating o parlano di outlook negativo perché alla fine tutti sanno benissimo che i fondamentali dell'Italia sono solidissimi e che non abbiamo alcuna intenzione di uscire dall'euro». Ma questi attacchi «non devono farci paura». Perché la convinzione di Di Maio è quella di essere «dalla parte del giusto perché stiamo rispettando gli impegni presi con voi e perché posso andare tranquillamente in giro per strada in mezzo alle persone».

Il richiamo agli eletti del Movimento
Non è però solo un messaggio «all'esterno». Di Maio si rivolge anche a chi, all'interno del Movimento, sta «dando segni di cedimento» che «non ci possiamo permettere» non solo come Movimento 5 stelle ma «come governo e soprattutto come Italia». Perché «al minimo cedimento su qualsiasi fronte tutto il terreno che abbiamo conquistato tornerà terra di nessuno. E dopo tutti gli sforzi fatti sarebbe un delitto rimanere con un pugno di mosche in mano. I cittadini, giustamente, non ce lo perdonerebbero mai».

Non possiamo rischiare che il reddito di cittadinanza, la pensione di cittadinanza, il superamento della Fornero, l'eliminazione delle pensioni d'oro, gli investimenti per le imprese, la riaffermazione della nostra sovranità come Paese vengano rimessi in discussione perché qualcuno decide di fare un passo indietro di testa sua. In quel caso se ne assumerà le responsabilità. Il mio compito è quello di portare il Governo a realizzare il contratto di governo e i punti che ha a cuore il MoVimento 5 Stelle. Il Governo è forte e va avanti. Siamo tutti portavoce della volontà dei cittadini che hanno votato un programma e un contratto di governo. Qualsiasi altro comportamento non è da MoVimento 5 Stelle e non sarà assecondato.