15 dicembre 2018
Aggiornato 10:00

Dall'omicidio Desirée al condono: tutti i mal di pancia nel M5s

Roberto Fico replica a Matteo Salvini sulla sicurezza, Carla Ruocco chiede una modifica al decreto fiscale: resta alta la tensione all'interno del Movimento
Una foto del profilo Twitter della Camera dei Deputati che ritrae il presidente Roberto Fico
Una foto del profilo Twitter della Camera dei Deputati che ritrae il presidente Roberto Fico (Profilo Twitter Camera dei Deputati | ANSA)

ROMA – Il disagio scorreva ormai da qualche settimana nella pancia di una parte dei parlamentari del Movimento 5 stelle, ma era sempre rimasto più o meno nascosto. Nelle ultime ore, invece, l'insofferenza verso alcuni dei provvedimenti più rilevanti del governo giallo-verde è esplosa, venendo allo scoperto. Nei giorni scorsi era stato il senatore Gregorio De Falco, già capitano della Guardia Costiera, divenuto celebre per il perentorio «torni a bordo» ordinato al comandante della Costa Concordia Francesco Schettino, a dire «no» ad alcune delle norme contenute nel decreto sicurezza. «Ci sono alcuni principi sui quali io non posso deflettere avendo giurato sulla Costituzione da militare e mantengo questo giuramento», aveva detto, rifiutandosi di ritirare i suoi emendamenti.

Incertezze sul decreto fiscale
Ieri è stata la volta di Carla Ruocco, esponente della prima ora del Movimento, a venire allo scoperto e a denunciare il fatto che alcune norme del dl fiscale non sono compatibili con i valori pentastellati. La deputata e presidente della commissione Finanze della Camera, insieme al senatore Elio Lannutti, ha lanciato il suo appello su Twitter. «Il decreto fiscale – affermano – dovrà essere modificato rispettando i principi ispiratori del M5s. Molte delle disposizioni del provvedimento all'esame del Senato sono contrarie ai nostri valori». Il Movimento 5 stelle, aggiungono, «da sempre si batte per un fisco equo, semplice, non vessatorio con gli onesti ed i piccoli contribuenti in difficoltà e, d'altro canto, duro ed intransigente nel contrasto alle pratiche evasive ed elusive, soprattutto dei soggetti che reiterano condotte dannose per la società frodando l'erario. La 'pace fiscale' va modificata in base a questi principi che da sempre sono l'anima del nostro elettorato». Parole che hanno fatto scattare l'allarme nell'ala pentastellata del governo. Il vicepremier e ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha cercato subito di smorzare la polemica. «Chiaramente significa che non ci provi nessuno a buttarci dentro nessuna schifezza – ha detto commentando l'uscita di Ruocco e Lannutti – La questione che si possano intrufolare nuove norme nel decreto è da escludere perché i lavori parlamentari sono molto più partecipati e corali: so che quando viene convertito un decreto in parlamento, a meno che non lo voglia la maggioranza, è difficile che ci entri dentro qualcosa di brutto».

La risposta a Salvini
Le parole di Di Maio, però, non sembrano sufficienti a circoscrivere la fronda, anche perché oggi è intervenuto anche il presidente della Camera Roberto Fico, leader di quell'area ortodossa di cui la stessa Ruocco fa parte. «La coesione sociale – ha detto in una replica indiretta a Matteo Salvini sul caso dell'omicidio di Desirée – è il mezzo fondamentale per costruire tutto il resto della comunità solidale e un'economia sana e forte. Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e fatica nelle idee e nella partecipazione. Essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo». Tutti segnali molto chiari che nel Movimento qualcosa si muove e che i prossimi passaggi parlamentari potrebbero rivelare insidie e portare alla luce nuove (o vecchie) crepe.