16 giugno 2019
Aggiornato 00:30
Pd

"Così cambieremo il Pd, e l'Italia": il manifesto di Zingaretti per un'economia giusta

"L’Italia ha bisogno di più crescita, ma soprattutto di una straordinaria iniezione di giustizia" scrive su Repubblica. Ecco come fare

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti
Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti ( ANSA )

ROMA - «Dobbiamo ripartire e, con la passione e il coraggio, riorganizzarci per rifondare il legame identitario con il nostro elettorato partendo da un pensiero nuovo. Un pensiero che nasce da un concetto semplice: «Ora prima le persone» e intorno alle persone costruiamo un nuovo modello di società. È questa la nostra sfida per il futuro». Nicola Zingaretti dalle colonne di Repubblica presenta il suo "manifesto per un’economia giusta». "L’Italia ha bisogno di più crescita, ma soprattutto di una straordinaria iniezione di giustizia" scrive. L’economia giusta: una nuova piattaforma che sappia coniugare la crescita con l’equità in un nuovo modello di sviluppo fondato sulla sostenibilità ambientale e la qualità della vita delle persone.

Operare nei luoghi del disagio
Per farlo serve ricostruire il tessuto produttivo e sociale del Paese, operare "nei luoghi del disagio", investire nel capitale umano, nella cultura, nelle reti materiali e immateriali, negli asili, nella scuola e nelle università, negli spazi comuni e nei servizi alle persone, nelle politiche per le imprese per favorire l’aumento del loro tasso di innovazione, di digitalizzazione e di crescita dimensionale delle imprese stesse e per la creazione di nuovo lavoro, "puntando ad aumentare in particolare il tasso di occupazione femminile attraverso politiche di genere in tutti i settori produttivi» scrive ancora il presidente della Regione Lazio.

I due "grandi" fronti di azione per l’equità sociale 
Che pensa a due "grandi" fronti di azione per l’equità sociale. Il primo: le politiche redistributive. Secondo Zingaretti bisogna alleggerire il carico fiscale sui redditi medio-bassi e sulle famiglie con figli minori a carico, che hanno un tasso di povertà nettamente più alto della media. "È esattamente l’opposto della flat tax" scritta nel contratto di governo, che "regalerebbe" metà del taglio delle tasse (25 miliardi su 50) al 10% più ricco dei contribuenti. Il secondo, sottolinea ancora, sono le politiche ‘predistributive’, necessarie per fare ripartire l’ascensore sociale. "Penso ad un grande investimento sulle nuove generazioni, nell’ordine di un punto di Pil": dagli asili nido fino alla lotta alla dispersione scolastica dall’estensione della gratuità dei libri di testo a una più generale nuova politica per il diritto alla conoscenza. Una "dote" per i giovani attivabile al compimento dei 18 anni per finanziare un progetto formativo o imprenditoriale.

Il lavoro
Ma Zingaretti pensa anche al lavoro, cambiando le cose "che non hanno funzionato" del Jobs Act e attuandone le parti più innovative legate alle politiche attive, e alla previdenza, rendendo flessibile l’età di pensionamento in modo più equo e sostenibile "rispetto a quanto propone il governo». La sanità, garantendo effettivamente i Livelli Essenziali di Assistenza in tutto il territorio nazionale, e la casa, "occupandoci dei 4 milioni di famiglie che vivono in affitto, spesso in condizioni di grave disagio abitativo». Il Pd "va rigenerato dalle fondamenta", conclude l’esponente dem, "dobbiamo cambiare radicalmente la nostra piattaforma politica e il modo di essere comunità politica, la nostra classe dirigente a livello nazionale così come nei territori».