16 novembre 2018
Aggiornato 00:00

La verità di Salvini: «Conte aveva i fogli e leggeva, Di Maio verbalizzava e io stavo in mezzo»

Ecco che finalmente in diretta Facebook il vicepremier spiega chi c'era in quella benedetta riunione in cui si sarebbe consumata la «tragedia della manina»

TRENTO - «Conte aveva i fogli e leggeva, Di Maio verbalizzava e io stavo in mezzo». Ecco chi c'era in quel Consiglio dei ministro in cui si sarebbe consumata la "tragedia della manina». Basta polemiche, bisogna andare avanti e lavorare dice Matteo Salvini dalle sponde del lago di Castel Toblino in Trentino. «Serrare le fila, Lega e 5 Stelle, con 60 milioni di italiani, ma niente scherzetti». «Ho aspettato un giorno», spiega, ma adesso basta. Matteo Salvini rompe il silenzio e racconta com'è andata davvero. «Se il M5s ha cambiato idea, cambiamo tutto, riscriviamo tutto». Ma quelle «quattro paginette» ci sono, sono agli atti. «Io sono a disposizione per andare avanti» perché «i nemici sono fuori, non dentro».

Nessun condono
Ma «non si diano le colpe ad altri»: il leader della Lega lo dice rivolgendosi soprattutto agli elettori grillini, perché non «mi va di passare per quello che difende gli evasori». Non c'è nessun condono, ribadisce, come stanno facendo da ieri anche i suoi. Nessuno sconto a chi ha evaso. Quanto riportato nel decreto «è quanto abbiamo concordato con i 5 Stelle», dopo di che «ci sta che si possa cambiare idea». «Non sono nato per i condoni, La Lega è nata per aiutare lavoratori e imprenditori, per combattere corrotti e corruttori, per arrestare mafiosi, scafisti e clandestini».

Quegli 81 emendamenti dei 5 Stelle al decreto sicurezza...
Il problema sono i funzionari di Bruxelles, «senza voti e senza umanità». L’Italia è «sotto attacco di speculatori e affaristi, che vogliono un Paese impoverito e impaurito». E proprio sull'Europa Salvini sottolinea un punto fondamentale: «Oggi si votava a Bruxelles per il decreto sicurezza e immigrazione che porta il mio nome, ma perché il M5s ha presentato 81 emendamenti?». Sì, 81. Come se fossero all'opposizione. Salvini non ci sta: «Non si lavora così, ragazzi». L'Italia vale un sacrificio, due sacrific, mille... ci metto il cuore, la mano, tutto e più ci attaccano più sono convito che siamo sulla strada giusta. C'è così tanto da fare che «basta litigare, lavoriamo insieme, con umiltà. Non cerchiamo 'manine'». Serve lavoro.