6 giugno 2020
Aggiornato 17:00
Manovra finanziaria

"Lo sapevano tutti". Così Garavaglia mette a tacere le polemiche. Castelli: sui soldi riciclati mai sconti

Con queste parole il sottosegretario all'Economia della Lega tenta di mettere fine alle polemiche dopo la denuncia di Luigi Di Maio

Il sottosegretario all'Economia Massimo Garavaglia
Il sottosegretario all'Economia Massimo Garavaglia ANSA

ROMA - "Lo sapevano tutti». Con queste parole Massimo Garavaglia, sottosegretario all'Economia della Lega, tenta di mettere fine alle polemiche dopo la denuncia di Luigi Di Maio a Porta a Porta sulla presunta "manina" che avrebbe modificato il testo della manovra, aggiungendo lo scudo fiscale anche ai capitali all'estero e allargando il tetto dei 100mila euro ad ogni singola imposta. Lo sapeva anche Di Maio?, incalzano i cronisti. "Non lo so...", taglia corto Garavaglia. E quando gli chiedono se sia sua la "manina" risponde abbozzando un sorriso che qualcuno ha subito bollato come rivelatore: "No». Garavaglia si spinge anche oltre e a proposito dei presunti aumenti delle assicurazioni Rc auto al nord per effetto della manovra dice: "Una norma mai vista, né condivisa. Quindi, il problema non esiste». Il tema e la misura sull'Rc auto è stata discussa nella riunione sulla manovra la settimana scorsa ed è stata inviata agli alleati della Lega martedì mattina, dicono dai banchi del Movimento 5 Stelle.

M5s per un Cdm bis
Intanto i pentastellati avanzano l'ipotesi di indire un nuovo Consiglio dei ministri. Anche se dentro al Movimento c'è maretta, soprattutto da parte di qualcuno. Come Roberto Fico. "E' chiaro che al di là di ciò che è successo, questo lo vedrà il Cdm nella propria interlocuzione, sono fermamente contrario a che ci sia questo articolo all'interno del decreto" chiarisce il presidente della Camera, che si è sempre detto contrario allo scudo fiscale, mentre sulla pace fiscale sembra aprire dicendo: "Questo è un discorso lungo...".

Castelli: "Ecco perché non è un condono"
Anche il sottosegretario all'Economia in quota M5s Laura Castelli assicura che "le somme frutto di riciclaggio non saranno mai abbuonate a nessuno da questo governo. Aspettate il testo definitivo e vedrete». In un'intervista al Corriere della Sera spiega che "le norme che sono nel decreto fiscale rispondono al contratto di governo. La dichiarazione integrativa che consente di denunciare fino a 100 mila euro è limitata al 30% della base imponibile, che quindi può essere al massimo di circa 300 mila euro. Stiamo cioè parlando di piccole imprese", sostiene Castelli. "Vorrei poi ricordare che già oggi è possibile fare la dichiarazione integrativa sugli ultimi 5 anni e senza limiti". La differenza ora è che, oltre a mettere il tetto di 100 mila euro all'anno, il governo vuole che sull'emerso si paghi un'aliquota del 20%, mentre ad oggi si paga l'aliquota marginale che, nel caso dell'Ires, è del 24%. "Non si può parlare di condono" chiosa ancora Castelli, "perché resta impregiudicata la possibilità di fare accertamenti".

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