21 luglio 2019
Aggiornato 18:30
Infrastrutture

Sfollati, il troncone del ponte che trema e i lavori da fare: cosa sta succedendo a Genova?

A oltre due mesi dal crollo, mentre «tutte le persone rimaste senza casa hanno trovato una sistemazione» è ancora distante la data di inizio dei lavori

Il ponte Morandi dopo la riapertura di due linee ferroviarie passeggeri e due per il traffico merci verso il porto
Il ponte Morandi dopo la riapertura di due linee ferroviarie passeggeri e due per il traffico merci verso il porto ANSA

GENOVA - Prima la notizia positiva: «Il totale del numero dei nuclei sfollati» per il crollo del Ponte Morandi a Genova «è ad oggi di 281 famiglie, corrispondenti a 261 unità immobiliari per un totale di 583 persone». Ebbene, in anticipo di un mese rispetto al cronoprogramma inizialmente previsto «abbiamo sistemato tutti, tutte le persone hanno ricevuto un'offerta di sistemazione». A fare il punto è il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti in un'audizione alla Commissione Territorio, ambiente, beni ambientali del Senato. A seguito del crollo «sono stati evacuati 15 edifici in via Porro e in via del Campasso», ha ricordato Toti spiegando che 78 nuclei hanno optato per l'alloggio pubblico a titolo gratuito messi a disposizione da ARTE Genova e dal Comune di Genova (69 nuclei con alloggio già assegnato; 9 nuclei con alloggio opzionato perchè in corso di ristrutturazione); gli alloggi pubblici messi a disposizione da ARTE Genova e dal Comune di Genova sono complessivamente 103, per cui 27 alloggi rimangono disponibili.

Sospeso il pagamento delle utenze
Oltre ai 103 alloggi pubblici già disponibili, «altre 43 unità abitative (una volta ristrutturate e a seguito del superamento dell'emergenza abitativa) potranno essere messe a disposizione degli sfollati». Sono invece 180 i nuclei che hanno optato per l'autonoma sistemazione in alloggio privato: 163 nuclei hanno già ricevuto il contributo; 2 nuclei con contributo in corso di liquidazione; 6 nuclei hanno dichiarato di presentare domanda di contributo; 9 nuclei hanno opzionato gli alloggi della Cassa Depositi e Prestiti (Genova Quarto). «Il Comune ha messo a disposizione ulteriori 176 alloggi di privati, comprese le 50 abitazioni della Cassa Depositi e Prestiti. I nuclei ancora indecisi sono 3. Per tutti i nuclei sfollati è stata disposta la sospensione del pagamento delle utenze negli alloggi evacuati», ha concluso il governatore.

Il troncone del ponte «trema» e il porto «verso la normalità»
Il troncone sospeso del Ponte Morandi a Genova, invece, «ha dei micromovimenti, movimenti di assestamento che gli esperti non giudicano preoccupanti: siccome a dire che non sono preoccupanti poi è finita come è finita ci stiamo molto attenti e li monitoriamo costantemente con una certa prudenza». Quanto alla situazione del porto e dell'impatto economico su Genova «è presto per fare una definizione: si potrà fare tra qualche mese, quando i dati si saranno stabilizzati» ha spiegato Toti, che ha poi riferito che «il porto di Genova nell'imminenza» del crollo del ponte «ha avuto un calo importante, e questo deve preoccupare tutti, ma tra settembre e ottobre i volumi stanno tornando a un livello quasi normale. Quest'anno chiuderemo su un pareggio di volumi o su qualcosa che ci si avvicina: dovremmo vedere nel periodo più lungo l'andamento». Quanto al turismo, «ho dei dati che non ci consentono un'analisi significativa: a settembre e ottobre stiamo tornando a dei volumi più normali e vicini alla realtà, che era in crescita del 4,5% sugli ultimi due anni».

I lavori da fare
Quanto ai lavori per la ricostruzione, il sindaco di Genova e commissario per la ricostruzione di Ponte Morandi, durante la seconda edizione degli Stati generali generali dell'economia di Genova ha spiegato che «stanno arrivando tanti progetti. Io non ho ancora visto né quello di Autostrade né altri. E, comunque, anche se li avessi visti, non potrei fare commenti». All'incontro, in cui si parla dell'impatto del disastro sull'economia cittadina e della necessità di ricostruire al più presto Ponte Morandi, partecipano i rappresentanti di alcune importanti aziende genovesi ma anche associazioni, sindacati ed istituzioni. Dopo aver ricordato che «il decreto che è stato approvato e la conversione in legge che vedremo, escludono Autostrade dalla ricostruzione del ponte», il primo cittadino, commentando le dichiarazioni di Giovanni Mondini, presidente di Confindustria Genova, secondo cui sarebbe stato meglio far ricostruire il viadotto a società Autostrade perché, essendo il concessionario, «aveva il dovere e le competenze per farlo» e si sarebbero evitati «possibili ricorsi», ha però precisato: «Lascio sempre aperte tutte le porte, non ne chiudo mai una. Alla fine cercheremo di fare la scelta migliore».