14 novembre 2018
Aggiornato 05:30

Fornero esulta: «La mia legge è salva». Ma in realtà lo smantellamento è iniziato

Secondo l'ex ministro non c'è «all'orizzonte un'abolizione» della sua riforma. Ma i primi passi sono già stati mossi con l'introduzione della quota 100 in manovra
L'ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero
L'ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero (Alessandro Di Marco | ANSA)

ROMA – Elsa Fornero esulta: la sua riforma delle pensioni è salva. Almeno, questa è l'interpretazione data dall'ex ministro del Lavoro, a margine di un'iniziativa organizzata dal gruppo del Pd alla Regione Lombardia, sul decreto appena licenziato dal governo Conte: «Francamente non vedo una abolizione all'orizzonte della legge che porta il mio nome, ma solo dei cambiamenti – ha commentato la Fornero – Se fossero stati piú onesti avrebbero potuto continuare a cambiare le cose senza creare così tante aspettative che finiranno per gravare sulle generazioni future. Ho inquadrato la riforma delle pensioni del 2011, che porta a compimento altre riforme già iniziate prima, pensando al futuro del Paese».

Esordisce la quota 100
In realtà, se è vero che la legge Fornero non è ancora stata completamente smantellata, lo è altrettanto che i primi passi in questo senso si vedono nero su bianco nella prima manovra finanziaria della maggioranza M5s-Lega. In particolare, si è iniziato ad abrogare i limiti di età per i pensionamenti previsti dalla norma introdotta dal governo Monti, introducendo un inizio della cosiddetta quota 100: «Si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati – si legge nel comunicato stampa diramato dallo stesso esecutivo per illustrare la legge di Bilancio – favorendo così chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e al contempo agevolando il necessario ricambio generazionale nella pubblica amministrazione e nel privato. Per le donne si proroga 'opzione donna', che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione».

È solo l'inizio
Lo stesso ministro dell'Interno Salvini ha ribadito che, pur non essendo in grado di stravolgere da subito l'intero sistema previdenziale, il governo ha iniziato a perseguire con caparbietà i suoi obiettivi: «Cominciamo a mantenere gli impegni presi, gradualmente ma con coraggio, a partire dallo smontare mattone dopo mattone la legge Fornero, restituendo il diritto alla pensione e al lavoro per circa 400 mila italiani, senza penalizzazioni di nessun tipo. È l'inizio di un percorso che vale circa 7 miliardi l'anno prossimo, l'obiettivo finale è azzerare tout court la Fornero. Quest'anno diamo una prima sostanziosa iniezione di ossigeno per circa 400 mila italiani». Lo ha detto il vicepremier, Matteo Salvini, nel corso di una conferenza stampa a palazzo Chigi. La soglia di questo primo anno è «62 e 38 – ha confermato – l'obiettivo è arrivare a 41 anni».