20 ottobre 2018
Aggiornato 08:00

Il richiamo (indiretto) di Mattarella: “La Costituzione antidoto a chi si inebria del potere”

Mattarella torna a richiamare, seppur indirettamente, il governo. Due antidoti contro il troppo potere
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con alcune scolaresche delle Scuole Secondarie di II grado
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in occasione dell'incontro con alcune scolaresche delle Scuole Secondarie di II grado (Ansa/Paolo Giandotti/Ufficio Stampa Quirinale)

ROMA - Mattarella torna a richiamare, seppur indirettamente, il governo, e questa volta lo fa parlando al Quirinale gli studenti di diversi licei e istituti superiori di istruzione italiani. «La nostra Costituzione - dice il capo dello Stato - consente di superare difficoltà e di garantire l’unità della società anche perché ha creato un sistema in cui nessuno, da solo, può avere troppo potere». C’è un sistema che si articola nella divisione dei poteri, nella previsione di autorità indipendenti, autorità che non sono dipendenti dagli organi politici ma che, dovendo governare aspetti tecnici, li governano "prescindendo dalle scelte politiche, a garanzia di tutti». E' il famoso sistema complesso di pesi e contrappesi, cardine della nostra Costituzione. Continua Mattarella: "La storia insegna che l’esercizio del potere può provocare il rischio di fare inebriare, di perderne il senso del servizio e di fare invece acquisire il senso del dominio nell’esercizio del potere».

Due antidoti
Rispetto a questo pericolo – ha sottolineato ancora il presidente della Repubblica – ci sono due "antidoti». Il primo è personale: "Una capacità di autodisciplina, di senso del limite, del proprio limite come persona e come ruolo che si esercita, un senso di autocontrollo – e, ragazzi, anche, perché no – di autoironia, che è sempre molto utile a tutti". C’è poi un altro antidoto, che è quello di meccanismi di equilibri che distribuiscono le funzioni e i compiti del potere tra più soggetti, in maniera che nessuno, da solo, ne abbia troppo. "La nostra Costituzione conta molto sul primo aspetto, quello dell’autodisciplina e dell’autocontrollo, ma ha messo in campo una serie di meccanismi di articolazione del potere che garantiscono quell’obiettivo». E questo – ha concluso sul punto Mattarella – consente anche al Capo dello Stato, al Presidente della Repubblica, di svolgere la funzione di garante del buon funzionamento del sistema "in maniera adeguata. Ma il merito è della Costituzione». 

Salvini: "Bellissime parole"
Insomma, una neanche tanto velata critica al governo giallo-verde, e soprattutto alle polemiche di questi giorni tra l'esecutivo, l’Ufficio parlamentare di bilancio e Bankitalia, che hanno messo in guardia su possibili conseguenze nefaste del Def. Per Matteo Salvini, quelle di Mattarella, sono state «bellissime parole», ha detto uscendo da Palazzo Madama. «Meno parlo, meglio è…», ha risposto invece il ministro per gli Affari Europei, Paolo Savona. Di tutt’altro avviso la capogruppo di Forza Italia al Senato, Maria Stella Gelmini: «Mattarella dà una vigorosa tirata d’orecchie a Matteo Salvini e Luigi Di Maio». Quindi l’invito al governo affinché «abbassi i toni e la smetta di attaccare in modo sguaiato gli organi terzi previsti dalla nostra Costituzione».