21 ottobre 2018
Aggiornato 00:30

Salvini sale sul tetto del Viminale: «Vi racconto i primi 133 giorni di governo»

Il ministro dell'Interno torna in diretta 'dai tetti' «non per rispondere alla polemiche ma per raccontarvi cosa stiamo facendo e cosa faremo»

ROMA - «Buon pomeriggio, amiche e amici, in tanti mi chiedevate: raccontaci cosa sta succedendo e cosa state facendo: ci siamo, ecco il riassunto di quello che abbiamo fatto e quello che faremo». Dall'immigrazione allo spread. E soprattutto battendo sull'abolizione della legge Fornero con reiterato invito alle dimissioni di Tito Boeri, presidente dell'Inps, reo di aver criticato la riforma delle pensioni, la famosa quota 100. Così, il ministro dell'Interno Matteo Salvini, camicia bianca e ombrello aperto per la pioggia, ha parlato per oltre 25 minuti, scegliendo come podio per il suo comizio in diretta Fb il tetto del Viminale: per spiegare quanto fatto in 133 giorni di governo - ha assicurato - e non «per rispondere alle polemiche».

I punti del suo discorso dal tetto
In particolare, sul dl sicurezza ha detto che «ci saranno più poliziotti nelle città e i soldi arriveranno dal risparmio sulle politiche d'immigrazione». Poi ha elencato alcuni emendamenti al dl chiesti dai sindaci come la chiusura entro le ore 21 dei negozietti etnici, che ha definito «ritrovo spesso di spacciatori», «dove c'è gente che fa casino» e per quanto riguarda la sicurezza negli stadi, Salvini ha annunciato che intende chiedere alle società di calcio di destinare tra il 5 e il 10 per cento dei proventi per la gestione dell'ordine pubblico. Infine, sulle critiche alla manovra. «Ve lo ricordate qualche anno fa il film? Spread, spread, spread: sette anni di massacri e l'economia italiana sta peggio. Si rassegnino gli speculatori questo governo va avanti per la propria strada».

La Lega compatta sul Def
E sul tema è intervenuto in maniera netta Alberto Bagnai, presidente della commissione Finanze del Senato, che durante la sua dichiarazione di voto sulla nota di aggiornamento del Def ha ribadito la linea del partito: «Gli italiani sono stufi delle lezioncine di chi ha portato avanti un modello di Europa fallimentare» e di una «ipocrisia che consente di spacciare per scelte tecniche quelle che in fondo sono decisioni politiche. Chi ci ricorda le regole Ue» ha aggiunto «dovrebbe anche ricordare le volte che quelle regole sono state applicate ai nemici e interpretate per gli amici come è accaduto con la Germania». Entrando nel merito, l'economista del Carroccio ha sostenuto che «non possiamo più contare sul tiro della domanda estera, dobbiamo essere pronti a contrastare choc finanziari che possono arrivare dall'alta parte dell'oceano, per questo occorre rilanciare la domanda interna». Questo Def «è un gesto di disobbedienza civile: respingere manovre recessive ci aiuterà ad aprire il dibattito sulla gestione dell'Europa come respingere una certa nave quest'estate ha promosso un dibattito sulla gestione dei confini e dei flussi migratori».