18 dicembre 2018
Aggiornato 11:05

La Fornero critica ancora la riforma delle pensioni: «Operazione vigliacca»

L'ex ministro del Lavoro del governo Monti difende la sua legge tanto criticata e sostiene che mandare in pensione prima gli anziani non sia una soluzione

L'ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero
L'ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero (Alessandro Di Marco | ANSA)

ROMA - «La scommessa di mandare in pensione i lavoratori più 'anziani' per far entrare i giovani non ha funzionato in passato, non funziona negli altri Paesi e non si capisce perché oggi dovrebbe funzionare». Lo ha detto l'ex ministro del Lavoro del governo Monti, Elsa Fornero, in un'intervista a InBlu Radio, il network delle radio cattoliche della Cei. «Mi sembra che il governo - ha aggiunto la Fornero - manchi il punto centrale. Le riforme si possono correggere. Se la politica avesse spiegato la riforma l'avrebbe potuto aggiustare con calma. Quando si parla in maniera pacata, chiara e non tecnica le persone capiscono. Magari non sono contente ma capiscono. Se invece si alimenta la loro rabbia è un grosso guaio».

In difesa della sua legge
Insomma, l’economista torinese prende la proposta di riforma della sua legge previdenziale come un fatto personale: «La personalizzazione delle campagne elettorali contro la mia persona - ha risposto l'ex ministro - è un'operazione cinica e vigliacca della politica. Io non parlo mai delle mie personali sofferenze però questo metodo è da politica vigliacca pronta a tutto per occupare il potere. Il governo precedente aveva avviato l'Ape social e volontaria. Erano due innovazioni che cercavano di introdurre un po' di flessibilità nel pensionamento badando soprattutto a chi lavora in condizioni di maggior disagio mettendo i costi di questo anticipo a carico della collettività, come è giusto, e dicendo ad altre persone 'se proprio vuoi andare in pensione e non sei in condizione di necessità l'anticipo te lo paghi'. Questa era un'innovazione intelligente. Questo governo invece non fa una riforma ma una controriforma. Si poteva continuare con la precedente riforma ma ci sarebbe voluta una cosa che manca alla politica: l'onestà dell'intelligenza».

Contro la manovra
Lo stesso concetto, la Fornero lo ha ribadito anche davanti alle telecamere della trasmissione DiMartedì su La7: abbassare l'età pensionabile «sicuramente porta consensi», ma è una decisione «insostenibile» nel lungo periodo, tanto che se la manovra dovesse intervenire in questa direzione «prima o poi» il sistema previdenziale «richiederà delle correzioni». Fmi, Bankitalia, Corte dei Conti, difendono la riforma Fornero, e per la professoressa è «un richiamo al governo che sta preparando la manovra di bilancio a guardare al futuro e non a pensare di guadagnare consensi soltanto guardando al passato e cercando di riproporre un passato che, ahimè, non è più sostenibile, ammesso che fosse così desiderabile, il che è discutibile». Certo «con questa decisione, Lega e M5s sicuramente aumenteranno il consenso ma Di Maio dimentica che chi governa ha la responsabilità di guidare un Paese e questo non significa soltanto cercare di accontentare il maggior numero possibile di persone che oggi votano ma anche cercare di capire tendenze ed evoluzioni e guidare il Paese in direzione della sostenibilità. Di Maio ha più volte mostrato sensibilità verso i temi ambientali, e sa bene che il concetto di sostenibilità è centrale: vale anche per le riforme. Riportare indietro età pensionamento potrà fare contente alcune classe di età oggi vicine al pensionamento ma non è sostenibile nel lungo termine e quindi il governo si assume la responsabilità di una decisione che prima o poi richiederà delle correzioni». Per la reazione dei mercati alla manovra che il governo sta predisponendo «bisogna effettivamente preoccuparsi» ma «parlare di attacco dei mercati fa pensare a qualcuno di cattivo che vuole il male dell'Italia»: in realtà «spesso dietro queste considerazioni di chi deve prendere decisioni di investimenti c'è anche la ricchezza di qualcun altro, fondi pensioni di lavoratori americani o di altri Paesi, che vogliono che i loro soldi siano gestiti bene e affidati a persone o Stati che restituiranno il debito. Se questo dubbio viene innescato da promesse avventate, è chiaro che c'è una preoccupazione. Ed è un dovere anche dei cittadini italiani essere preoccupati, perchè si tratta anche di loro soldi, e nessuno al governo parla delle perdite che già hanno inflitto risparmiatori italiani».