12 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Industriali e sindacati tutti uniti contro il governo

Il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia, manifesta «preoccupazione» per la manovra. E la segretaria della Cgil, Susanna Camusso, promette «mobilitazione»
Giovanni Tria, ministro dell'Economia e delle Finanze, con Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria
Giovanni Tria, ministro dell'Economia e delle Finanze, con Vincenzo Boccia, presidente di Confindustria (Riccardo Antimiani | ANSA)

ROMA – Dei circa 37 miliardi di euro della manovra in provvedimenti sulla crescita ci sono 4 miliardi: «Questa è la parte che a noi preoccupa», ha avvertito il presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia durante la trasmissione In mezz’ora su Rai 3. Se si volessero aumentare questi 4 miliardi servirebbero tagli su altre voci di spesa. «Poi bisogna vedere nel decreto collegato se il reddito di cittadinanza diventa ponte verso l’occupazione o addirittura un disincentivo al lavoro», ha avvertito. Perché, sempre secondo il capo di Confindustria «la questione sociale va affrontata insieme alla questione della crescita, che è una precondizione per avere più lavoro».

Appello al premier
Boccia parla di «freddezza» che si è creata con il vicepremier Luigi di Maio dopo il decreto dignità. E lancia un appello al presidente del Consiglio Giuseppe Conte affinché si vada a «calmierare» il clima di apparente ostilità che alcuni esponenti del governo, con le loro dichiarazioni, mostrano verso le impresse o le loro associazioni. Boccia ha rivelato di aver incontrato Di Maio in due occasioni prima dell'estate, la prima sulla situazione dell'industria italiana, la seconda sull'Ilva, «poi con il decreto dignità si è creata un po di freddezza, lui non mi ha cercato e io non lo ho cercato». Secondo Boccia «alcuni messaggi» di esponenti del governo «hanno cerato un malessere» e pongono «la questione di quale ruolo questo governo voglia svolgere con le parti sociali». E più in generale esiste un problema sull'obiettivo di «disintermediazione» che esiste nella cultura nei due grandi partiti di governo, nel «non avere necessità di un confronto serio con sindacati, rappresentati delle imprese, con i giornali, e con un tweet semplifichiamo tutto. Speriamo che ci chiamino» sulla manovra «nella logica del rispetto delle reciprocità dei ruoli», ha detto ancora Boccia. Comunque il ministro dell'economia Giovanni Tria «conosce tutte le nostre proposte, abbiamo un po' di freddezza con alcuni». Si rischia di «passare dalle leggi ad personam a quelle contra personam – ha proseguito – mi appello a Conte» affinché si vada a «calmierare» questo clima, in modo che «non abbiamo più nessun malessere pur potendo continuare a criticare le cose su cui non siamo d'accordo. Ricordiamo che lo sviluppo economico è parte di noi e che abbiamo un ministro dello Sviluppo – ha concluso il leader degli industriali – che deve occuparsi anche di questo».

Parola ai sindacati
Dall’altro versante delle parti sociali: se la manovra non dovesse andare nella direzione di investimenti, lavoro e giovani «credo sia molto probabile che decideremo delle forme di mobilitazione». Lo ha affermato, dal canto suo, la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, sempre su Rai 3, ricordando che domani si terrà una riunione delle segreterie unitari dei sindacati «per dare un giudizio comune» sui propositi di bilancio del governo.