14 ottobre 2019
Aggiornato 07:00
Manovra finanziaria

Il direttore della Banca d'Italia trasforma una lezione all'università in un attacco al governo

Nella lectio magistralis nella prestigiosa università Ca' Foscari di Venezia Salvatore Rossi ha criticato la manovra finanziaria e difeso l'Unione europea

Il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi
Il direttore generale della Banca d'Italia Salvatore Rossi ANSA

VENEZIA - Una lectio magistralis nella prestigiosa università Ca' Foscari di Venezia è diventata un chiaro attacco al governo Conte. Il protagonista è il direttore generale della Banca d'Italia, Salvatore Rossi che ha colto l'occasione per sottolineare come, a suo avviso, «le difficoltà dell'economia italiana non si risolvono aumentando il debito pubblico». Per Rossi «le cause di questa situazione sono molteplici» ma «una cosa è certa: il problema non si risolve inducendo lo Stato a indebitarsi. Lo Stato può far molto in questo campo spendendo meglio e fissando norme che incentivino l'efficienza». Nel paese, ha poi spiegato Rossi nella lectio magistralis, c'è una «crescente e diffusa preoccupazione per le disuguaglianze. Un'economia che cresce poco per un periodo così lungo, dove i redditi familiari sono in termini pro capite sui livelli della fine degli anni Ottanta, è un'economia che offre poche opportunità ai suoi cittadini, soprattutto a quelli più giovani».

Il messaggio ai giovani in aula
«Non sorprende» ha sottolineato il dg di Bankitalia «che due terzi dei giovani tra i 18 e i 34 anni si attendano che chi oggi studia o inizia a lavorare occuperà in futuro una posizione sociale ed economica peggiore di quella della generazione che li ha preceduti». Quindi, «se volessimo affrontare la questione dal lato dell'equità sociale, e sbaglieremmo a separare questa dall'efficienza produttiva - la prima regola è far crescere la torta e poi pensare a come tagliarla -, ancora una volta non è con maggiori debiti che si risolve il problema, ma tutt'al più ripartendo diversamente le tasse fra chi ha di più e chi ha di meno e migliorando la capacità perequativa di molti trasferimenti pubblici».

La difesa dell'Unione Europea
Poi il direttore generale della Banca d'Italia è passato a difendere l'Unione Europea. Per Rossi «è soltanto un luogo comune l'idea che l'economia italiana» sarebbe «prospera e felice» se si liberasse della «camicia di forza» dell'Europa e dei mercati. «In questo modo ipersemplificato di raccontare le cose» ha continuato Rossi «vi sono grani di verità e tonnellate di falsità. Le cose sono molto più intrecciate e complicate e il compito di chi ha a lungo studiato questi problemi è di farlo capire bene».