13 dicembre 2018
Aggiornato 16:00

Ugl e Uil sostengono la manovra: «Finalmente protagonisti in Ue»

I due confederali plaudono al coraggio del governo. E rilanciano: «Serve continuare a riformare le pensioni in modo profondo»
Luigi Di Maio al Congresso Nazionale della UIL. Roma, 22 giugno 2018
Luigi Di Maio al Congresso Nazionale della UIL. Roma, 22 giugno 2018 (ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)

ROMA - «La prossima Legge di bilancio deve continuare a cambiare profondamente la legge Fornero». Il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti, non si ferma alla semplice apertura verso l'operato del Governo, ma addirittura rilancia. Puntando sul coraggio mostrato fin qui. «Occorre introdurre una piena flessibilità di accesso per tutti i lavoratori tra i 62 e i 63 anni» ha spiegato: «41 anni di contribuzione devono bastare per andare in pensione a prescindere dall'età. Si deve completare la salvaguardia di tutti gli esodati e prorogare opzione donna». Non solo. Per il sindacalista «al contempo è doveroso eliminare tutte le disparità di genere che ancora penalizzano le donne, valorizzando il lavoro di cura e affrontare il tema delle future pensioni dei giovani, i quali in questi anni a causa del lavoro precario presentano buchi di contribuzione che devono essere colmati. Questi provvedimenti sono necessari per reintrodurre equità nel nostro sistema previdenziale e riallinearlo a quello che avviene nella media dei paesi Ue».

Gli applausi dell'Ugl
Più che una semplice apertura, quello dell'Ugl è un vero e proprio endorsement. Perché la manovra, secondo il segretario generale Paolo Capone, «è un documento onesto e  propositivo volto a rafforzare la crescita socioeconomica del Paese, ridefinendo e riequilibrando tra i Paesi membri dell'Unione i livelli di occupazione e reddito». Il Governo «sta giocando un ruolo da protagonista e non più da succube dell'Europa: per la prima volta si sente parlare delle esigenze dell'Italia e dei nostri cittadini».

«Finalmente spazio ai giovani»
«Nei disegni del Governo» ha poi spiegato Capone «si prevede lo stanziamento di 9 miliardi di euro per il reddito e le pensioni di cittadinanza e un miliardo per il riordino dei centri per l'impiego. Punto cruciale la revisione della legge Fornero, che, da inizio 2019, con quota 100 consentirà di andare in pensione a 62 anni e 38 anni di contributi, per cui sono stati stanziati altri 7 miliardi di euro». Insomma, «si permetterà a circa 400mila cittadini di andare in pensione e di far spazio ai giovani». Alla luce dei fatti, «siamo in presenza di un piano volto a scardinare quelle regole stantie che hanno solo contribuito a danneggiare il nostro Paese rendendolo povero e invivibile. Avanti tutta».