18 dicembre 2018
Aggiornato 20:00

Di Maio avverte i 'furbetti' del reddito di cittadinanza: «Fino a 6 anni di carcere per chi imbroglia»

Pugno duro del vicepremier e ministro del Lavoro per chi froderà lo stato. L'accusa sarà di dichiarazioni non conformi alla legge

ROMA - Chi imbroglierà sul reddito di cittadinanza rischierà «fino a sei anni di galera». Il vicepremier Luigi Di Maio rispondendo ad un’interrogazione durante il question time al Senato promette il pugno duro contro i 'furbetti'. «Diamo un’opportunità non di prendere i soldi stando sul divano, perché tutti dovranno avere la giornata impegnata per la formazione e per i lavori di pubblica utilità» ha affermato «quindi non avranno il tempo di lavorare in nero e se imbrogliano si beccano fino a sei anni di galera per dichiarazioni non conformi alla legge. Quindi» ha proseguito «abbiamo inserito in questa norma anche una serie di misure che contrastano i furbi, perché noi ci vogliamo rivolgere solo alle persone per bene, a quelli che si comportano onestamente».

Intanto anche la Germania vota per il reddito
Intanto oggi in audizione il ministro tedesco per gli Affari Ue, Michael Roth, ha sottolineato come il reddito di cittadinanza possa risultare «una misura importante per dare una spinta decisiva alla nostra economia». Lo riferiscono i deputati della commissione Politiche Ue di Montecitorio, in una nota. «L'apertura di un importante membro del governo tedesco» aggiungono «dove del resto una misura del tutto simile al reddito di cittadinanza è attiva da anni, dimostra come in certe cancellerie europee l'idea che esistano ampi spazi e margini per una manovra economica espansiva non sia poi così peregrina o eretica come vogliono far sembrare alcuni commissari europei. In attesa che anche a Bruxelles venga assimilato questo cambio di paradigma, che mette in soffitta le vecchie politiche di austerità, auspichiamo che la manovra proceda celermente in Parlamento, per dare uno stimolo chiaro e tempestivo alla crescita economica del nostro Paese».

I soldi ci sono
Nessun tiro alla fune sui provvedimenti «bandiera» fra Lega e M5S. Così il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha descritto il lavoro del governo, parlando ai cronisti al termine della giornata ad Assisi per le celebrazioni francescane. «Ci sono i soldi sufficienti» ha detto a chi gli ha domandato se ci saranno 8 o 10 miliardi per il reddito di cittadinanza «per la misura a pieno regime. Ci sono i soldi sufficienti per la Formero a pieno regime. Ci sono i soldi sufficienti anche per la semplificazione fiscale a pieno regime». Però, ha continuato il premier, «vi inviterei ,perché capisco già il sotteso di questa domanda, a considerare che sono riforme che non appartengono a una o dell'altra forza politica. Io ho aderito a un contratto sottoscritto dai due leader. Siamo una formazione, una compagine governativa che compattamente porta avanti tutte le riforme e cerchiamo di non tirarci per la giacchetta, per l'uno o l'altro verso della giacchetta perché noi porteremo avanti tutte le riforme». Infine una battuta: «Abbiamo rifatto i conti mille volte. State tranquilli».