18 novembre 2019
Aggiornato 01:30
Emergenza sbarchi

Salvini in missione in Tunisia: le sue proposte sul tavolo contro l'immigrazione

Il ministro dell'Interno punta sul controllo delle frontiere, ma anche sulla crescita economica del paese africano, per evitare che i giovani tunisini se ne vadano

TUNISI«Volo in Tunisia, per incontrare Presidente e Ministri e per risolvere alcuni dei problemi aperti. Poi torno in Italia, dove stiamo lavorando a una manovra economica fondata sul lavoro, sulla crescita, sul taglio delle tasse e sul futuro». Così su Twitter Matteo Salvini, segretario della lega, vicepremier e ministro dell'Interno. I tunisini «stanno facendo sforzi notevoli, non sempre sostenuti da grandi risultati. Le relazioni bilaterali Italia-Tunisia sono ottime. Tunisi è un modello di democrazia per tutta l'Africa e intendiamo sostenerla con determinazione anche in difesa dalle minacce terroristiche. Gli incontri – aggiunge Salvini in una nota – saranno l'occasione per intensificare i rapporti politici, culturali ed economici tra i due Paesi, anche al fine di promuovere nuovi investimenti italiani e il sostegno alle 800 imprese nazionali che operano in Tunisia e garantiscono 63 mila posti di lavoro diretti più l'indotto. Sarà fondamentale rafforzare la vasta cooperazione sul piano della sicurezza, tenuto conto che la Tunisia è il Paese che, insieme all'Italia, ha subìto il più forte impatto dalla crisi libica. Contrastare l'immigrazione clandestina costituisce una priorità condivisa dai due Paesi per combattere i gruppi criminali che si arricchiscono con i flussi illegali ed evitare tragedie in mare».

Proteggere le frontiere, ma non solo
Il titolare del Viminale si è recato stamane a Tunisi e prima delle 10 ha fatto un punto stampa, trasmesso da RaiNews24, durante il quale ha definito quello con la Tunisia un «rapporto imperdibile», spiegando che l'Italia è il «primo partner» del paese maghrebino e insistendo sull'importanza di sviluppare l'economia locale: «Ringrazio chi fa impresa perché è l'unico modo per garantire migrazione fuori controllo – ha detto – Io posso portare motovedette, convincere la Ue, ma l'unico modo è fare impresa e convincere i ragazzi tunisini a stare qua. Questo vale anche in Egitto, purtroppo c'è la crisi libica e l'interesse nostro e tunisino è lo stesso, mentre c'è chi preferisce fughe in avanti e instabilità per motivi commerciali». Nella sua visita istituzionale, dunque, Salvini sottolinea soprattutto l'impegno ad aiutare le imprese italiane che vogliono investire in Tunisia e ringraziando quelle che già lo hanno fatto e danno posti di lavoro nel Paese. «Il tema immigrazione, sicurezza e antiterrorismo è una parte del tutto: mi interessa di più il tema impresa, sviluppo, economia made in Italy. L'ho fatto in Egitto come in Russia, lo faccio dovunque io vada, prima viene l'interesse nazionale di sviluppo, crescita delle imprese e di questo parlerò con il presidente, i colleghi miei ministri: come aiutare le imprese già esistenti e le imprese che volessero venire in termini di semplificazione, sburocratizzazione, certezza dei tempi della giustizia e dei contenziosi. Ritenenete me e il governo – ha detto Salvini rivolto alle autorità tunisine e ai rappresentanti del mondo delle imprese italiane a Tunisi – a disposizione per quanto possibile per sostenere la crescita di chi già c'è e come diceva l'ambasciatore possibilmente anche per favorire l'avvento di chi ancora non c'è. Ci tengo a rimarcare la nostra vicinanza al governo, alla comunità tunisina e alla comunità italiana qui presente che fa l'interesse del nostro Paese dando lavoro».

Lo strumento dello sviluppo economico
Anche a margine dell'incontro istituzionale Salvini aveva ribadito la sua linea: «Scafisti e trafficanti di esseri umani io li combatto portando sì motovedette però creando anche posti di lavoro, quindi sono qua a rendere omaggio alle centinaia di imprenditori italiani che danno lavoro a 70 mila persone in Tunisia e come indotto a tante persone in Italia. Lavoriamo e lavoreremo per aiutare a dare maggiore stabilità e sicurezza a questo Paese anche nell'interesse degli imprenditori italiani. È quello che stiamo cercando di fare in Italia: ridurre le tasse, aumentare le certezze, restituire il diritto alla pensione significa dare spazio al lavoro dei giovani che altrimenti come dalla Tunisia scappano in Italia, dall'Italia rischiano di scappare in Belgio, Germania, Australia. Quindi – ha aggiunto il vicepremier – sono felice di poter dare il mio contributo per la stabilità e lo sviluppo della Tunisia perché così si argina l'immigrazione, così come sono felice di una approvare una manovra economica in Italia che dia speranza, lavoro e futuro ai giovani». Ad esempio, aprendo canali regolari e controllati di immigrazione per favorire anche il contrasto alle partenze illegali e per rafforzare i rimpatri. «Siamo d'accordo sull'apertura di canali di immigrazione controllata e positiva – ha spiegato Salvini in una conferenza stampa a Tunisi con il collega Hichem Fourati – Va bene aprire dei canali per i giovani tunisini che vogliono venire a studiare in Italia, anche se l'impegno maggiore è perché i giovani tunisini trovino lavoro nel proprio paese e noi come governo ci impegneremo per favorire lo sviluppo e per aiutare gli imprenditori italiani che sono impegnati qui. Una volta bloccata l'immigrazione irregolare potremo dedicarci solo alle relazioni economiche tra i due paesi. Mi adopererò per l'invio di mezzi, uomini, per il sostegno economico alle realtà regionali». Poi, in conferenza stampa, Salvini ricorda che «salvare ogni vita umana è un diritto e dovere sacrosanto. Bloccare il traffico di esseri umani è altrettanto un diritto e un dovere del mio governo».