5 giugno 2020
Aggiornato 15:00
Giustizia

Il renzianissimo nuovo vicepresidente del Csm è già un caso politico: l'ira del M5s

Il consigliere laico, deputato Pd, eletto alla terza votazione, è l'unico parlamentare di questa consiliatura

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si congratula con il nuovo vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si congratula con il nuovo vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura David Ermini ANSA

ROMA - David Ermini è il nuovo vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Il consigliere laico, deputato Pd, unico parlamentare di questa consiliatura, è stato eletto alla terza votazione, dal plenum del Csm, alla presenza del Capo dello Stato, Sergio Mattarella, con 13 voti. «Inizia una nuova pagina del Consiglio superiore della magistratura». Ermini, 59 anni, toscano come l'amico Matteo e avvocato penalista, è entrato in Parlamento nel 2013 con il Partito Democratico, al cui interno si schiera nella corrente di Matteo Renzi. Nel settembre 2014 diventa responsabile nazionale del Pd. Tra i vari incarichi all’interno del partito è stato anche responsabile della giustizia. 

Di Maio: "Il Sistema è vivo e lotta contro di noi»
«Inizia una nuova pagina del Consiglio superiore della magistratura» ha commentato il capo dello Stato Mattarella, che ricorda che il Csm è un «organo collegiale che porta avanti i compiti assegnati dalla Costituzione». Già, appunto. Tanto che insorge immediatamente il M5s. «È incredibile! Avete letto? Questo renzianissimo deputato fiorentino del Pd è appena stato eletto presidente di fatto del Consiglio Superiore della Magistratura" tuona Luigi Di Maio su Facebook. "Lo hanno votato magistrati di ruolo e membri espressi dal Parlamento. Ma dov’è l’indipendenza? E avevano pure il coraggio di accusare noi per Foa che non ha mai militato in nessun partito. È incredibile. Ermini è stato eletto a marzo, si è fatto 5 anni in Parlamento con il Pd lottando contro le intercettazioni: la riforma che abbiamo bloccato era proprio la sua. Ora lo fanno pure presidente. Il Sistema è vivo e lotta contro di noi»

Bonafede: "Una parte maggioritaria di magistrati ha deciso di fare politica"
Scende in campo anche il ministro della Giustizia , Alfonso Bonafede, che scrive: "Prendo atto che all'interno del Csm c'è una parte maggioritaria di magistrati che ha deciso di fare politica. Non posso non prendere atto che i magistrati del Csm hanno deciso di affidare la vicepresidenza del loro organo di autonomia ad un esponente di primo piano del Pd, unico politico eletto in questa legislatura tra i laici del Csm", aggiunge il Guardasigilli. "In questi anni, da deputato mi sono sempre battuto affinché, a prescindere dallo schieramento politico, il Parlamento individuasse membri laici non esposti politicamente. Una battaglia essenziale, a mio avviso, per salvaguardare l'autonomia della magistratura dalla politica. Evidentemente sta più a cuore al ministro della Giustizia che alla maggioranza dei magistrati». "Ovviamente nulla di personale nei confronti del neo eletto vicepresidente del Csm, a cui faccio i migliori auguri di buon lavoro. Continuo a credere che il rapporto tra il ministero e il Csm sia fondamentale per il buon funzionamento della giustizia e mi impegnerò sinceramente e serenamente in questa direzione. Ma ci sono atti che hanno un significato politico che non può essere ignorato", conclude il ministro.

Ermini si difende: già chiesta sospensione dal Pd
"Dunque fateci capire... il Csm ha nominato presidente 'di fatto' del Consiglio Superiore della Magistratura, tra gli 8 componenti laici che ne fanno parte, l'unico politico eletto in Parlamento in questa legislatura. David Ermini, infatti, fino al 25 settembre era un deputato del Partito democratico. E poi ci vengono a parlare di imparzialità! Oggi è tutto molto chiaro: c'è una parte della magistratura dentro il Csm che ha deciso di fare politica. Ermini rinunci a questo incarico!». Lo afferma Mirella Liuzzi, deputato M5S. Ma Ermini fa sapere di aver già chiesto "la sospensione dal mio partito politico a cui sono iscritto perché ritengo che quando si assume un incarico istituzionale bisogna avere la possibilità di essere liberi». "Va sottolineata una cosa importante, tutti noi dobbiamo dismettere la nostra casacca che avevamo prima, rispondiamo solo alla legge e alla Costituzione", ha aggiunto Ermini.

Il Pd insorge
Intanto il Pd alza subito la voce contro il M5s. "Il ministro Bonafede, condivide le parole del vicepresidente Di Maio, fortemente lesive dell'autonomia del Csm e di David Ermini?" recita l'interrogazione urgente al Gurardasigilli depositata dalle senatrici Pd Simona Malpezzi e Valeria Valente, vicepresidenti del gruppo dem a Palazzo Madama. "Di Maio - sostengono le due senatrici - si rende di nuovo protagonista di uno strappo istituzionale senza precedenti. È necessaria una immediata presa di posizione di Bonafede. Ci rivolgiamo anche ai Presidenti Fico e Casellati, si attivino subito per chiamare in aula il ministro della giustizia». E una voce fuori dal coro si leva anche dalle stesse fila del M5s. 

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