12 aprile 2021
Aggiornato 21:30
Fondi Lega

Fondi Lega, il Carroccio ottiene la dilazione dei 49 milioni: a 600mila euro lʼanno ci vorranno 80 anni

Gli avvocati del Carroccio hanno concordato l'apertura di un conto ad hoc in cui far confluire gradualmente i fondi 

Il vice procuratore Vincenzo Pinto e il procuratore Francesco Cozzi durante la conferenza stampa per presentare l'istanza della Lega per il sequestro dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali
Il vice procuratore Vincenzo Pinto e il procuratore Francesco Cozzi durante la conferenza stampa per presentare l'istanza della Lega per il sequestro dei 49 milioni di euro di rimborsi elettorali ANSA

GENOVA - «C'è la disponibilità del movimento di mettere a disposizione della procura della Repubblica somme con cadenza bimestrale di 100 mila euro pari a 600 mila euro l'anno». Dopo la sentenza del Tribunale del Riesame che ha dato il via libera al sequestro dei 49 milioni di euro contestati dai pm alla Lega, i legali del Carroccio hanno presentato la loro proposta alla Procura di Genova, che è stata ascoltata. Gli avvocati del Carroccio hanno concordato l'apertura di un conto ad hoc in cui far confluire gradualmente i fondi per raggiungere la cifra di 49 milioni di euro, soluzione che consentirebbe il sequestro dei soldi, disposto dai giudici nell'ambito del processo per truffa ai danni dello Stato, al tempo stesso garantirebbe la sopravvivenza del partito e il pagamento degli stipendi ai dipendenti. Il procuratore aggiunto Francesco Pinto ha spiegato che «non si tratta di un accordo», ma «di una istanza da parte della difesa che attiene alle modalità di sequestro preventivo ed eseguibile». Non si tratta comunque di una rateizzazione, non prevista dalla legge, quanto piuttosto di un sequestro dilazionato.

I primi 130mila euro nel fondo ad hoc
I 600 mila euro annui che la Lega metterà a disposizione della Procura di Genova – hanno spiegato Pinto e il procuratore capo Francesco Cozzi - potranno derivare da eventuali affitti dello stabile di via Bellerio e da bilanci certificati a partire dal 2019. La Procura, ci tengono a precisare i pm, non incasserà mai meno dei 600 mila euro, considerata la soglia minima. I primi fondi che finiranno dalle casse del partito dritti sul conto creato ad hoc dalla Guardia di Finanza saranno i 130mila euro che si trovano in questo momento nelle casseforti della Lega. L’obiettivo dei legali del Carroccio è evidentemente tenere in vita il partito, visto che la sua stessa esistenza era stata persino messa in discussione nei giorni scorsi. Salvini non molla, e non vuole sentire parlare nemmeno di cambi nome. La Lega resta la Lega, punto. Con tutta la sua storia, ma soprattutto con uno slancio in avanti notevole, che segue un vento di rinnovamento per certi versi radicale se pensiamo al carattere sovranista, e quindi nazionalista, che si è data. Ora c'è da capire cosa succederà. L'obiettivo della Procura è dare esecutività certa al sequestro. Per saldare tutto, a questo ritmo, ci potrebbero volere dunque 80 anni.

Il caso dei 10 milioni in Lussemburgo
Tutt'altra questione è invece l'inchiesta contro ignoti per riciclaggio. Il filone, «spinto» dall'esposto dell'ex revisore dei conti del partito Stefano Aldovisi, riguarda dieci milioni di euro che sarebbero stati dirottati in Lussemburgo per «nasconderli» alle autorità italiane. Il sospetto è che il denaro sia stato disperso attraverso alcune fiduciarie per farlo successivamente rientrare nella Cassa di Risparmio di Bolzano. Finora i pm hanno sequestrato soltanto tre milioni, scoprendone però altrettanti sui conti del Carroccio.

Chiesta la conferma a 4 anni e 10 mesi per Belsito
Intanto i legali della Lega, gli avvocati Giovanni Ponti e Roberto Zingari, hanno annunciato di aver depositato il ricorso in Cassazione contro la decisione del tribunale del Riesame di Genova che il 6 settembre ha dato il via libera al sequestro dei 49 milioni di euro. E il sostituto procuratore generale Enrico Zucca ha chiesto la conferma della condanna a quattro anni e dieci mesi per l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito nel processo di secondo grado. Per il magistrato "il partito non può essere schermo per atti illeciti" e le operazioni che hanno fatto incamerare illecitamente i soldi erano «deliberate dai vertici della Lega e quindi note a tutti gli esponenti del Carroccio». Riguardo a Matteo Salvini, non è pensabile che venga perseguito se era estraneo ai fatti. Proprio ai nostri microfoni, l'avvocatessa Gelsomina Cimino ha sostenuto che non si possa sequestrare 49 milioni ad un soggetto che non è quello che ha commesso il reato.