19 settembre 2018
Aggiornato 20:00

Dal Lussemburgo ancora accuse a Salvini: «Fascista». E minacce: «Qui i soldi della Lega?»

Non si placa la tensione tra il vicepremier italiano e il ministro degli Esteri lussemburghese, Jean Asselborn, con il quale c'è stata un'accesa discussione

ROMA – Il ministro italiano dell’Interno, Matteo «Salvini usa metodi e toni dei fascisti degli anni ’30». Ad affermarlo è il ministro degli Esteri del Lussemburgo, Jean Asselborn, allo Spiegel, facendo allusione al video dell’accesa discussione avuta a Vienna sul tema dei migranti. Asselborn sospetta di essere stato deliberatamente attirato in una trappola da Salvini, spiega lo Spiegel. «È stata una provocazione calcolata», ha commentato a proposito del video, che sarebbe stato registrato «a sua insaputa». Alla conferenza sui migranti si è infatti toccato un momento di grande tensione tra Salvini e lo stesso Asselborn, che ad un certo punto si è lasciato scappare anche un «merde alors», commentando in maniera stizzita le parole del vicepresidente del Consiglio italiano. Asselborn ha cercato di interrompere Salvini quando questi ha detto che all’Italia non servono nuovi schiavi (riferito ai migranti) per soppiantare i figli che gli italiani non fanno più: «Resto fermo in quello che ho detto», ha aggiunto Asselborn. Se gli incontri dei ministri Ue o dei capi di Stato e di governo vengono ripresi, ha insistito il capo della diplomazia lussemburghese, «allora non ci potrà mai più essere un dibattito franco».

La risposta del leghista
Le accuse di fascismo sono state naturalmente respinte al mittente da Salvini: «Il ministro socialista del paradiso fiscale Lussemburgo, dopo aver paragonato i nostri nonni emigranti italiani ai clandestini che sbarcano oggi, dopo aver interrotto un mio discorso urlando 'merda', oggi mi dà del 'fascista'. Ma dico io, che problemi hanno in Lussemburgo? – scrive su Facebook il vicepremier – Nessun fascismo soltanto rispetto delle regole. Se gli piacciono tanto gli immigrati che li accolga tutti in Lussemburgo, in Italia ne abbiamo già accolti anche troppi».

Il pizzino del presidente
A rincarare la dose contro il leader leghista, dal Lussemburgo arriva anche una dichiarazione di Mars di Bartolomeo, presidente del parlamento locale, abruzzese d'origine e compagno di partito di Asselborn (entrambi militano nel Partito socialista operaio) che suona come una velata minaccia: «Se davvero la Lega ha nascosto la sua cassa nel mio Paese, presto Matteo Salvini scoprirà che il Lussemburgo non è un paradiso fiscale ma seguiamo le regole della trasparenza». Dalle parole, insomma, i lussemburghesi sono pronti a passare ai fatti contro Salvini?