16 ottobre 2019
Aggiornato 01:30

Salvini da Cernobbio: "Nessun golpe giudiziario, non sono al di sopra della legge, ma fate in fretta"

Il ministro dell'Interno interviene al Forum Ambrosetti e fa marcia indietro sui "processi politici": "Rispetto il lavoro di tutti"

CERNOBBIO (COMO) - Il ministro dell'Interno Matteo Salvini interviene al Forum Ambrosetti di Cernobbio dopo aver aperto, ieri, in diretta Facebook l'avviso di garanzia spedito dalla procura di Palermo per il caso dei migranti della nave Diciotti. Accolto da una folla scalpitante che lo ha spinto persino a prendersi un momento di pausa, il vicepremier ha fatto marcia indietro rispetto ai "processi politici" e ha precisato il suo pensiero: "Nessun golpe giuridico in atto, rispetto il lavoro di tutti e sono pronto a parlare con i magistrati di Palermo. Spero facciano bene e in fretta. Non mi tolgono il sonno, vado avanti a lavorare». E ancora: "Non sono al di sopra della legge». «Posso solo confermare che aspetto con totale rispetto e serenità i giudizi che mi riguardano», ha aggiunto il capo del Viminale specificando che «io sia un sequestratore di minori fa sorridere molti, ma non sono al di sopra della legge e se lo sono ne trarrò le conseguenze». E si è definito «un buon esecutore di quello che mi chiede il popolo italiano».

Le parole di Salvini
«Qui c’è la certificazione che un organo dello Stato indaga un altro organo dello Stato, con la piccolissima differenza che questo organo dello Stato, pieno di difetti e di limiti, per carità, è stato eletto, altri non sono eletti da nessuno» aveva detto Salvini durante la diretta. «Questo ministro è stato eletto da voi, cioè a questo ministro voi avete chiesto di controllare i confini, di controllare i porti, di limitare gli sbarchi, di espellere i clandestini: me lo avete chiesto voi, quindi vi ritengo amici e complici, altri non sono eletti da nessuno – aveva aggiunto esibendo l’avviso di garanzia – e non devono rispondere a nessuno».

L'attacco del M5s di Palermo
La frenata del leader del Carroccio è piaciuta ad Alfonso Bonafede, che ieri aveva parlato di «toni da Seconda Repubblica»: «Mi fa piacere che Salvini abbia precisato che c’è il massimo rispetto per la magistratura», ha detto il ministro della Giustizia all’Intervista di Maria Latella su Sky Tg24. Questa mattina anche i consiglieri comunali di Palermo del M5s avevano attaccato duramente Salvini: «Un politico, un ministro che recita su Facebook scenate del genere dovrebbe scusarsi immediatamente – scrivono Ugo Forello, Giulia Argiroffi e Antonino Randazzo – La magistratura di Palermo e quella italiana devono avere il massimo rispetto, soprattutto da persone che ricoprono ruoli istituzionali di grande importanza». I giudici, aggiugnono, «non perseguono il fine di raccogliere il consenso popolare e agire secondo il sentire dei potenti di turno, ma devono applicare la legge in modo uguale per tutti. Tutto ciò è fondamentale per garantire lo stato di diritto, la giustizia e l’equità».