3 agosto 2020
Aggiornato 17:30
Genova

«Responsabili, ma non colpevoli»: le acrobazie semantiche di Autostrade

In una intervista a La Stampa le parole di Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia

Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia
Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia ANSA

GENOVA - Responsabili, ma non colpevoli. Acrobazie semantiche, che certo giuridicamente hanno un peso specifico ben diverso, ma che raccontano tanto di cosa è diventata la cosa pubblica - che pubblica più non è peraltro - e con essa la società. «Ci sentiamo responsabili della gestione di un’infrastruttura che è crollata, generando un disastro e un dolore enormi. Ma la colpa è un’altra cosa. E vogliamo ricostruire in tempi stretti, insieme a Fincantieri. Le idee di Renzo Piano ci onorano e cercheremo di condividerle ed adottarle per quanto fattibile». Queste le parole di Giovanni Castellucci, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, in un’intervista rilasciata a La Stampa dopo che la procura di Genova lo ha iscritto nel registro degli indagati per il crollo del viadotto Morandi. Il manager non vuole sentire parlare di cattiva gestione da parte di Autostrade: «Dovrà essere accertato. Il ponte è caduto, è un fatto». Difesa, difesa e ancora difesa, dunque, da parte di Autostrade, che cerca di salvare la faccia nonostante tutto lo scandalo della sua gestione, emersa già in passato e balzata agli oneri della cronaca proprio dopo il 14 agosto.

I dirigenti che un mese prima dissero tutto ok
Il dito è puntato sui dirigenti tecnici della società, Mauro Moretti e Paolo Strazzullo, che il 18 luglio, cioè meno di un mese prima della tragedia, intervennero a Genova in Consiglio comunale rassicurando i cittadini sulla solidità dell’infrastruttura: «Avevano tutti gli elementi per rispondere e rassicurare, i fatti hanno dimostrato che quelle rassicurazioni erano infondate». Con un intervento di ristrutturazione sui tiranti del pilone che ha ceduto la tragedia forse avrebbe potuto essere evitata. Ma Castellucci precisa che «non ho competenze tecniche e una conoscenza del progetto adeguate» per confermalo o smentirlo. «Normalmente progetti complessi richiedono tempi lunghi. Nei manuali di manutenzione sta scritto che gli interventi vanno eseguiti in anticipo. Farlo prima? Valutazione che lascio ad altri. Se ci fosse stata una percezione di pericolo imminente - prosegue - chi aveva la possibilità di intervenire lo avrebbe fatto, avendone ogni facoltà. E’ l’obbligo. Il cda non ha queste facoltà».

«Nessuna separazione di autostrade dal resto»
Quanto alla possibile revoca della concessione della cosiddetta Autostrada dei Fiori, Castellucci precisa che «la A10 è un tutt’uno con la concessione nazionale. Non è previsto nessuno scenario di separazione dal resto della rete». Poi una sottolineatura sulla pubblicazione dei contratti di concessione, dove arriva persino a dichiarare senza pudore che "non abbiamo nessun rendimento garantito. E le nostre tariffe sono le più basse d’Europa». E ancora: «Io e i miei collaboratori faremo il possibile per supportare la magistratura. Sulla mia posizione ribadisco che la priorità era e resta operare per fare uscire Genova dall’emergenza. In quel senso continuerò a lavorare»