28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Trasporti

Alitalia-Ferrovie: questo matrimonio s'ha da fare

Il nuovo amministratore delegato di Fs, Gianfranco Battisti, conferma l'interesse per la compagnia di bandiera: «Stiamo valutando il dossier»

Un aereo di Alitalia nell'area manutenzione della compagnia all'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino
Un aereo di Alitalia nell'area manutenzione della compagnia all'aeroporto Leonardo Da Vinci di Fiumicino ANSA

ROMA«Siamo un'azienda aperta e stiamo valutando il dossier. Certo la prima scelta strategica per Alitalia deve essere individuare un partner aeronautico che consenta di sviluppare al meglio il lungo raggio, dove si fanno i margini maggiori». Lo afferma l'amministratore delegato del Gruppo Ferrovie dello stato italiane, Gianfranco Battisti, parlando in un'intervista a Il Sole 24 Ore della possibilità di acquisire l'ex compagnia di bandiera. Su Alitalia, dunque, si può affermare che «c'è sicuramente un interesse di Fs che corrisponde a un interesse del Paese a creare un polo intermodale completo e a favorire integrazioni e sinergie, evitare sovrapposizioni. Per noi – aggiunge – nel progetto deve esserci il collegamento degli aeroporti con la rete ad alta velocità, l'eliminazione di sovrapposizioni sul piano industriale, un'integrazione anche commerciale con un biglietto unico che consenta di andare da Dubai a Bologna».

Giro di coppie
Il nuovo matrimonio Fs-Alitalia, secondo il piano di palazzo Chigi e dei ministeri dei Trasporti e dell'Economia, dovrebbe nascere a discapito di quella indicata dal precedente governo: Fs-Anas. Sulla possibile marcia indietro nella fusione con Anas «ci rimetteremo alla volontà del governo. Al momento non è scattata nessuna sinergia fondamentale con Anas, sul piano operativo non cambierebbe molto – afferma – L'integrazione è conclusa e in realtà è il trasferimento al gruppo Fs del pacchetto azionario di Anas. Per tornare indietro attueremo le indicazioni che ci darà il governo».

Cambiano i piani
Battisti ribadisce comunque che nel nuovo piano dell'azienda sarà data priorità al trasporto pendolare: «Sto riscrivendo il piano industriale con un orizzonte dimezzato a cinque anni e lo sto focalizzando sul trasporto regionale: è la missione che ci ha dato il governo e sarà il nostro core business. Per ribaltare le quote fra auto privata e trasporto pubblico, oggi 70% a 30%, dobbiamo portare nei treni pendolari quella centralità del cliente che nell'Alta velocità ci ha consentito di portare il market share dal 12% del 2008 al 67% sulla Roma-Milano». Parole dietro le quali non si fatica ad intravedere una stilettata al suo predecessore, Renato Mazzoncini, e alla gestione di Ferrovie che fu nominata dal governo Renzi.