20 novembre 2018
Aggiornato 01:30

I primi migranti «della Diciotti» in partenza dal centro della CEI

In corso i trasferimenti di 34 persone verso Milano, Terni, Capua, Arezzo e Frosinone. Don Soddu (Caritas): «Tra lunedì e martedì partiranno tutti»
I migranti ospiti nel centro di Rocca di Papa
I migranti ospiti nel centro di Rocca di Papa (Claudio Peri | ANSA)

ROMA - Sono in partenza da Rocca di Papa, dal Centro Mondo Migliore, i primi 34 migranti sbarcati dalla nave Diciotti dopo uno stallo al molo di Catania di quasi sei giorni, grazie all'offerta della Chiesa italiana. Andranno a Milano, Terni, Capua, Arezzo, Frosinone e a Forlì, nella Comunità Giovanni XXIII. Ma tra lunedì e martedì lasceranno tutti Rocca di Papa. «Si sono prenotate per accogliere i profughi già più di 40 diocesi», ha detto ad askanews don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana, il braccio operativo della Cei che sta predisponendo a livello logistico, in collaborazione con il Viminale, l'accoglienza dei migranti nelle diocesi italiane. «Abbiamo cercato - ha aggiunto don Soddu - di accogliere i desideri dei profughi indirizzandoli nelle diocesi più consone in base alle loro storie, richieste e desideri. Oggi partono in 34 e saranno accolti a Terni, Milano, Capua, Arezzo e Frosinone. Inoltre alcuni andranno presso la Comunità Giovanni XXIII». Don Soddu ha poi annunciato che tra lunedì e martedì partiranno tutti i cento migranti e avranno la loro destinazione. «Quanto resteranno in Italia? Non sappiamo - risponde don Soddu - noi abbiamo firmato il protocollo per un anno, ma le pratiche di permanenza in Italia saranno avviate dalle prefetture locali in collaborazione con le diocesi».

La cronaca dal centro Mondo Migliore
La terza notte di permanenza dei 100 immigrati eritrei, tra cui 8 donne, intanto è trascorsa tranquilla nel Centro di Rocca di Papa. Oggi poi le operatrici dell'Ufficio politiche migratorie e protezione internazionale di Caritas Italiana, con l'aiuto degli interpreti della struttura hanno incontrato tutti i migranti. Li hanno incontrati per ascoltare le loro storie e capire ciò di cui hanno bisogno, e per spiegare loro le procedure legali che si avvieranno al momento della formalizzazione della richiesta di asilo, che avverrà una volta arrivati nelle diocesi, che da tutta Italia si sono rese disponibili ad accoglierli. La Cei con una nota ha infatti confermato che è stato formalizzato al Viminale l'accordo tra la Chiesa italiana e il ministero dell'Interno: sulla base di tale convenzione si attivano le procedure per il collocamento dei migranti della Nave Diciotti nelle Diocesi del Paese.

Come funzionerà l'accoglienza
L'accoglienza nelle Diocesi avverrà secondo le modalità proprie di Caritas, «in maniera diffusa sul territorio, quindi per gruppi di 2-3 persone, cui sarà garantito un continuo tutoraggio e accompagnamento, in strutture idonee presso parrocchie e istituti religiosi in grado di garantire le migliori condizioni per un'accoglienza protetta e finalizzata a percorsi di autonomia. Occorre sempre ricordare» sottolinea la Caritas «come queste persone provengono da situazioni di particolare vulnerabilità», per questo «a fronte delle disponibilità delle Caritas diocesane e in coordinamento con esse, Caritas Italiana segnalerà particolari situazioni di vulnerabilità a quelle realtà diocesane in grado di affrontarle».