3 dicembre 2020
Aggiornato 01:00
Centrodestra

Rivoluzione Salvini: quando (e con chi) lancerà il nuovo super-partito

È pronto il piano politico in vista delle elezioni europee: un soggetto unico di centrodestra, con nome e simbolo inediti, a cui potrebbe aderire parte del M5s

Il ministro dell'Interno e segretario della Lega Matteo Salvini
Il ministro dell'Interno e segretario della Lega Matteo Salvini ANSA

ROMA - Segnatevi la data: 5 settembre. Sarà quello, secondo le ultime indiscrezioni pubblicate dal Corriere della Sera, il D-day del centrodestra italiano: la nascita di un nuovo partito unico guidato da Matteo Salvini. Non si tratta di un giorno come gli altri, del resto, ma quello che potrebbe segnare un terremoto nella Lega: proprio il 5 settembre, infatti, il tribunale del riesame di Genova, su rinvio della Cassazione, deciderà l'eventuale sequestro dei conti del partito, dopo la condanna dell'ex segretario Umberto Bossi e dell'ex tesoriere Francesco Belsito per truffa ai danno dello Stato.

L'idea del rilancio

Insomma, se i giudici decidessero per eseguire la sentenza, tutte le sezioni regionali del Carroccio si ritroverebbero con i conti in banca congelati. Ma Salvini ha già pronta la contromossa: «Semplicemente, farà nascere un altro partito», spiega un autorevole esponente leghista del governo, che ha deciso di restare anonimo. Un modo per evitare gli attacchi giudiziari, ma anche e soprattutto di rilanciare la sua politica a pochi mesi dalle prossime elezioni europee, dove il fronte sovranista promette di guadagnare il gruppo più numeroso nel parlamento di Strasburgo.

I possibili alleati

E del nuovo soggetto politico non farà parte solo l'attuale Lega, insieme a quelli che ci staranno all'interno della vecchia coalizione di centrodestra: Fratelli d'Italia e le frange di Forza Italia che decideranno di mollare Silvio Berlusconi e le sue posizioni europeista. La parte più interessante di questo retroscena, ripreso da Il Foglio, è che potrebbe aderire anche il Movimento 5 stelle: o almeno quella parte più vicina alla linea del governo. L'ala malpancista guidata da Roberto Fico, invece, a questo punto si spaccherebbe andando per conto suo. Del resto lo stesso Giancarlo Giorgetti, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma anche ufficiale leghista di collegamento con i pentastellati, continua a predicare che «l'intesa tra noi e i 5 Stelle è ottima e migliorerà ancora, sia a livello di governo sia tra i due partiti». E, dunque, perché non rafforzarla ulteriormente, confluendo in un unico contenitore di destra con un nome e con un simbolo diversi da quello attuale? Sembrava un'«ipotesi strampalata» fino a qualche settimana fa, scrive il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, ma ora sta prendendo reale consistenza. A quel punto, anche in caso di crisi di governo e di elezioni anticipate, la nuova forza potrebbe ripresentarsi unita e, stando agli attuali sondaggi, addirittura conquistare da sola una netta maggioranza.