13 novembre 2018
Aggiornato 08:00

La Guardia di Finanza al Ministero: sequestrati i documenti del Ponte Morandi

Tra le cause del crollo si fa strada l'ipotesi di una bolla d'aria nel tirante. Su questo scenario stanno lavorando i consulenti della Procura
Le macerie del Ponte Morandi a Genova
Le macerie del Ponte Morandi a Genova (ANSA/SIMONE ARVEDA)

ROMA - Perquisizioni della Guardia di finanza a Roma, Genova, Milano e Firenze finalizzate all’acquisizione di documenti in relazione alle indagini della procura di Genova sul crollo del Ponte Morandi. I finanzieri stanno eseguendo il decreto della procura di sequestro di tutta la documentazione del ponte crollato il 14 agosto e sono al lavoro nella sede del ministero delle Infrastrutture a Roma, nella sede dell’ufficio ispettivo territoriale di Genova, nella sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, e nella alla Spea Engineering. E mentre la Procura di Genova sta cercando di far luce sulle responsabilità del crollo, i consulenti sono al lavoro per stabilire le cause. E ora dopo ora si fa sempre più strada un'ipotesi: quella di una bolla d'aria dentro il tirante.

L'ipotesi della bolla d'aria dentro il tirante 
Una bolla d'aria all'interno del tirante di calcestruzzo che avrebbe corroso e arrugginito i cavi di acciaio all'interno dello strallo. Questo il primo scenario, come riportato da Repubblica, che i consulenti della procura di Genova ipotizzano come una delle possibili cause del crollo. Il difetto sarebbe sorto durante la fase di «iniezione» del cemento che ingloba i trefoli, i cavi in acciaio. Le indagini dei magistrati si sono sin da subito orientate sul cedimento degli stralli, i tiranti di calcestruzzo. Inoltre, secondo le prime ricostruzioni, il lato che cede per primo è quello a sud. E già negli anni '80, lo stesso ingegnere Riccardo Morandi, in uno studio commissionato da Autostrade, aveva sottolineato corrosioni più sul lato mare che su quello monti. Una degradazione, scriveva Morandi, «più rapida di quello che ci si potesse aspettare».

Chi ricostruirà il ponte?
Intanto continua la querelle politica su chi dovrà ricostruire il ponte. Anche il sindaco di Genova, Marco Bucci, sposa la linea del governatore ligure Giovanni Toti: «La ricostruzione del ponte di Genova la deve fare Autostrade perché sono loro concessionari fino a quando non c'è una nuova legge che dice che deve farla qualcun altro, noi aspettiamo quello che ci dirà il governo» ha spiegato il primo cittadino ai microfoni di RTL 102.5. Sulla situazione della città, Bucci non ha dubbi, «sta benissimo, si sta riprendendo bene, escluso gli sfollati che hanno ovviamente un problema, per gli altri la vita non è cambiata. I turisti apprezzano la città, il sapore del pesto, abbiamo qualche problema di mobilità ma abbiamo fatto moltissimi cambiamenti e li stiamo risolvendo. Le due strade nuove che verranno fuori fra circa 15-20 giorni risolveranno e daranno un contributo molto importante alla scorrevolezza del traffico. In sei giorni abbiamo dato le prime case agli sfollati, in otto giorni abbiamo aperto la prima strada, secondo me Genova sarà l'opportunità per far vedere la nuova Italia, per far vedere come si lavora, un nuovo rinascimento, un esempio per tutta l'Italia, per lasciar perdere le polemiche, rimboccarsi le maniche e fare quello che i cittadini vogliono».