15 novembre 2018
Aggiornato 09:30

Ponte Morandi, i dieci nomi sulla lista nera: «Loro sapevano tutto»

Dalla società Autostrade al ministero dei Trasporti, spunta chi conosceva le condizioni del ponte. Su di loro lavora la procura, ma ad oggi nessun indagato
Le macerie del ponte Morandi di Genova crollato il 14 agosto scorso
Le macerie del ponte Morandi di Genova crollato il 14 agosto scorso (ANSA/SIMONE ARVEDA)

GENOVA – Di indagati, per il crollo del ponte Morandi, non ce ne sono ancora. C'è però una lista di nomi, per la precisione dieci, su cui sta lavorando la procura di Genova: dieci persone che sapevano tutto in merito alla gravità delle condizioni del viadotto. «Secondo noi erano a conoscenza di alcuni problemi – spiega una fonte al Fatto quotidiano – e dell'importanza del progetto», ovvero degli interventi che si sarebbero dovuti realizzare a settembre.

Le responsabilità dentro Autostrade...
È proprio il quotidiano diretto da Marco Travaglio a rendere noti i famigerati nomi finiti sul tavolo del pm Francesco Cozzi. C'è innanzitutto Vincenzo Cinelli, responsabile della Direzione generale di vigilanza sulle concessioni autostradali del ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, ovvero colui che nel giugno scorso diede l'ok definitivo al progetto. Poi c'è quello di Michele Donferri, direttore dell'Ufficio manutenzione e interventi da cui il progetto stesso partì, e quello di Stefano Marigliani, capo del tronco di Genova, con cui deve essere necessariamente stato condiviso. E poi, visti i costi notevoli dell'intervento (si parlava di 26 milioni di euro), ci sono anche i vertici di Autostrade, che lo avrebbero dovuto approvare in consiglio di amministrazione: dall'amministratore delegato Giovanni Castellucci al presidente Fabio Cerchiai, al direttore generale delle operazioni Paolo Berti.

...e al ministero
Scendendo ancora lungo la catena di comando, compare il direttore legale Amedeo Gagliardi, coinvolto per la valutazione dei costi, e Massimiliano Giacobbi, responsabile della stesura del progetto per la società Spea Engineering, controllata di Autostrade. E infine, per quanto riguarda l'azienda del gruppo Benetton, c'è anche Paolo Strazzullo, responsabile unico del bando di gara, dunque l'uomo deputato a ricevere e studiare le offerte. Ma a febbraio il fascicolo finisce anche al provveditorato, dove viene analizzato e licenziato da Roberto Ferrazza, provveditore interregionale e presidente del Comitato tecnico. Così si torna al punto di partenza, al ministero dove finisce l'atto e al dottor Cinelli che lo firma, ma anche agli altri dirigenti suoi sottoposti che sono deputati alla vigilanza sulle concessioni, a partire da Bruno Santoro. E chissà che l'indagine non coinvolga presto anche altri funzionari di Stato: proprio stamattina la Guardia di finanza ha eseguito una serie di perquisizioni. I finanzieri hanno sequestrato tutta la documentazione nella sede del ministero delle Infrastrutture a Roma, nella sede dell’ufficio ispettivo territoriale di Genova, nella sede del Provveditorato delle opere pubbliche di Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta, e anche alla Spea Engineering.