17 ottobre 2019
Aggiornato 17:00
Emergenza sbarchi

Dalla nave Diciotti sbarcano 12 migranti per «motivi sanitari»

Gli ispettori inviati dal ministero della Sanità hanno valutato le condizioni di salute dei 150 immigrati ancora a bordo: «In questi casi non serve l'ok del Viminale»

CATANIA – Dalla nave Diciotti sono sbarcati in totale dodici migranti, sei uomini e sei donne, per «motivi sanitari»: come sottolineano dal ministero della Sanità, infatti, «in questi casi non serve il via libera del Viminale». Altre cinque donne si sono rifiutate di sbarcare e ricevere assistenza sanitaria in ospedale perché a bordo hanno i loro compagni che non vogliono lasciare. L’intervento degli ispettori inviati dal dicastero sarebbe stato chiesto dal comandante dell'imbarcazione per una valutazione sanitaria medica e per la verifica dei compiti di profilassi internazionale.

La diagnosi dei medici
Dal pattugliatore della Guardia costiera, ormeggiato da cinque giorni con 150 migranti a bordo, la maggior parte dei quali affetti da scabbia, era stata «reiterata la richiesta di autorizzare lo sbarco dei naufraghi soccorsi per l’estrema criticità della situazione a bordo», come emerso da un report del centro nazionale di coordinamento del soccorso marittimo. Stefano Principato, presidente della Croce Rossa Italiana provincia di Catania, è salito a bordo della Diciotti. «Più che di emergenza sanitaria sarebbe meglio parlare di emergenza psicologica – ha sottolineato – L’ispezione è stata attivata su richiesta del ministro della Sanità che ha chiesto un controllo sanitario. Ci sono alcuni casi di scabbia e altre patologie diagnosticate, ma sono trattate bene anche perché a bordo della Diciotti c è del personale qualificato. Come Croce Rossa abbiamo fornito kit igienici, felpe, pantaloni e materassini. La nostra presenza sul Molo è a titolo precauzionale».

Quinto giorno
Oggi è il quinto giorno di attesa sulla nave Diciotti, ancora ormeggiata al porto di Catania: a bordo ci sono ancora 130 eritrei, 10 migranti delle Isole Comore, sei bengalesi, due siriani, un egiziano ed un somalo. Dopo le numerose visite di ieri da parte di diversi esponenti politici, e la manifestazione organizzata dalla Cgil, oggi pomeriggio al porto di Catania è in programma un nuovo sit-in. Alle 17 nel porto è in programma un presidio di un cartello di associazioni regionali per chiedere la liberazione delle «persone stremate e in precarie condizioni di salute». Anche stamane sul molo di Levante è presente solamente personale della Guardia Costiera, Polizia di Stato, Guardia di finanza e carabinieri. Nessun volontario o appartenenti alla Protezione civile per l'assistenza allo sbarco.