9 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

«Pagare l'Unione europea è un dovere»: Moavero gela il governo

La linea Di Maio-Salvini, che vorrebbero interrompere i contributi se l'Europa non ci aiuterà con la nave Diciotti, viene stoppata dal ministro degli Esteri

Il ministro degli Esteri Enzo Moavero durante il Meeting di Cl
Il ministro degli Esteri Enzo Moavero durante il Meeting di Cl ANSA

ROMA«Pagare i contributi all'Unione europea è un dovere legale. Ci confronteremo su queste e su altre questioni». Il ministro degli Esteri, Enzo Moavero, impone un brusco stop alla linea politica proposta dai suoi colleghi di governo Luigi Di Maio e Matteo Salvini, secondo i quali non si dovranno pagare i contributi all'Ue se non aiuterà l'Italia a gestire l'emergenza della nave militare Diciotti ormeggiata al porto di Catania.

Scarsa condivisione
Anche il titolare della Farnesina, però, non ha mancato di esprimere le sue critiche in merito all'ultimo vertice di Bruxelles sull'immigrazione, che si è concluso con un nulla di fatto. In Europa «ci sono purtroppo, non da oggi» sul tema legato alle migrazioni «molte difficoltà a trovare quella piena condivisione che spesso, ma non sempre, viene annunciata a parola e raramente viene praticata nei fatti», ha detto Moavero. A chi gli chiedeva, a margine di una iniziativa al Meeting di Cl, se si trovasse d'accordo con le dichiarazioni del presidente della Camera, Roberto Fico, per il quale c'è una «questione umanitaria» legata alla nave militare Diciotti ormeggiata al porto di Catania, il ministro Moavero ha aggiunto: «C'è una questione umanitaria in tutte le questioni che riguardano le persone. I migranti sono persone e vanno trattati come tali. Al di là della situazione della nave Diciotti – ha proseguito il ministro Moavero – credo che servirebbe un'effettiva volontà dei governi europei di condividere le questioni relative ai migranti che non possono essere lasciate solo alla geografia fisica del nostro continente». La questione migrazione, secondo il ministro degli Esteri, «è di un'importanza tale che non può non essere gestita a livello di Unione europea se vogliamo continuare ad usare questo termine unione».

Affonda il centrosinistra
A mettere in luce la spaccatura all'interno dell'esecutivo sui rapporti con l'Unione europea è stato subito il Partito democratico. «Il governo Conte è isolato in Europa. E il bello è che un ministro come Moavero Milanesi smentisce Salvini e Di Maio. Questo non è il governo del cambiando ma del caos totale – afferma il senatore del Pd Edoardo Patriarca – L'Italia ha fatto passi indietro, non solo perché in Europa riceve dei sonori no, ma anche perché dentro l'esecutivo ci sono opinioni differenti. Peggio di così non poteva andare».