26 marzo 2019
Aggiornato 07:30
Immigrazione

Migranti, Fedriga schiera i forestali al confine con la Slovenia

Il presidente del Friuli Venezia Giulia mette a disposizione il corpo per i controlli alla frontiera: «Sgomberi immediati». E applaude il ministero dell'Interno

Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga
Il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga

TRIESTE – Il presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga metterà a disposizione il corpo forestale per attività di supporto ai controlli lungo il confine tra la regione e la Slovenia. «Regione e Governo nazionale intervengono congiuntamente e con estrema determinazione sull'emergenza migranti in Friuli Venezia Giulia», hanno annunciato congiuntamente il governatore e gli assessori a Immigrazione e Sicurezza, Pierpaolo Roberti, e alle Risorse forestali, Stefano Zannier, evidenziando e plaudendo l'immediata disponibilità del Viminale a recepire l'ennesima emergenza verificatasi sul territorio regionale, in particolare su quello triestino. «Dalla prossima settimana – proseguono gli esponenti della Giunta Fvg – la Regione metterà a disposizione il corpo forestale del Friuli Venezia Giulia per attività di supporto ai controlli lungo la fascia confinaria tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia e, nel frattempo, grazie al pronto intervento del ministero degli Interni, mai prima d'ora così tempestivo, le autorità preposte provvederanno ad allontanare da Trieste tutti i migranti irregolari che si sono resi recentemente protagonisti di bivacchi non autorizzati sulle rive cittadine. L'intensificarsi degli arrivi attraverso la frontiera italo-slovena è stato affrontato fin dallo scorso mese con un consistente rafforzamento della presenza di forze di Polizia nelle aree più a rischio, proprio ieri nuovamente implementato con l'obiettivo di garantire la sicurezza del territorio e dei cittadini. Ora – concludono Fedriga, Roberti e Zannier – il messaggio che lanciamo è quello di una forte sintonia tra istituzioni che, nel concreto, si traduce in azioni rapide e condivise con l'obiettivo sempre ben chiaro di bloccare gli arrivi ed alleggerire ogni forma di pressione sul Friuli Venezia Giulia perché, va ribadito, questa regione non è una porta aperta ai clandestini».

No ai ricatti
Sul tema dei migranti nella sua Regione, poi, il presidente Fedriga è tornato anche durante una diretta Facebook, in cui ha espresso la sua preoccupazione per gli accampamenti di migranti in centro a Trieste: «Chiedo ufficialmente alle istituzioni preposte di fare i dovuti controlli e di capire di chi siano le responsabilità, perché il Friuli Venezia Giulia non può essere tenuto in ostaggio da chi decide dove mandare questi clandestini cercando di ricattare per dire 'l'accoglienza diffusa deve essere proseguita e quei soldi ci devono essere erogati'. Noi ai ricatti non ci stiamo – ha continuato Fedriga – La risposta è l'allontanamento immediato di queste persone e continueremo in questa direzione; nessuno pensi di intimorirci». Nessuno «può pensare di giocare sulla pelle dei friulani e dei giuliani – ha puntualizzato – Non si pensi di utilizzare l'immigrazione clandestina per continuare a riempirsi le tasche», ha concluso il governatore affermando che il Friuli Venezia Giulia reagisce «con forza» per difendere non «soltanto i friulani e i giuliani, ma tutto il Paese. Siamo la frontiera di tutto il Paese».

Sto con Salvini
Fedriga ha fatto sentire la sua voce anche in difesa del segretario del suo partito, Matteo Salvini, sul caso della nave Diciotti: «Dire a un ministro dell'Interno che non deve rispettare la legge italiana e la Costituzione per fare entrare immigrati clandestini è una follia. Siamo in una situazione alquanto particolare, in cui da un lato abbiamo un ministro degli Interni che rischia di essere indagato perché fa il suo dovere mentre all'altro lato abbiamo chi va a manifestare per dire che tutti devono scendere», ha aggiunto. Proprio coloro, ha continuato, «che ci hanno guadagnato per anni e anni con l'immigrazione clandestina: per cui se non scendono, quei soldi spariscono e anzi, già stanno sparendo, grazie all'azione del ministro dell'Interno. Tutto questo – ha concluso il presidente del Friuli Venezia Giulia – fa chiaramente percepire che c'è qualcosa di sbagliato».