14 novembre 2018
Aggiornato 04:30

Diciotti, la Procura potrebbe aprire un'inchiesta. Salvini: «Processatemi»

Si alza la tensione sulla nave della Guardia costiera ferma al porto di Catania: al vaglio un fascicolo contro ignoti per sequestro di persona. Sbarcati i minori

CATANIA – Continua a tenere banco la vicenda della nave della Guardia Costiera Diciotti, ormai da tre giorni ormeggiata al porto di Catania con a bordo 150 migranti soccorsi nel Canale di Sicilia nei giorni scorsi. Ieri sera, intorno alle 22:40, dal mezzo navale attraccato al molo di Levante sono fatti scendere 27 minori non accompagnati. Tra loro c'è anche una ragazza. L'ok allo sbarco è arrivato dal ministero dell'Interno Matteo Salvini che in una diretta Facebook ha attaccato l'Europa definendola «vigliacca». Il via libera del Viminale non ha però riguardato tutti gli altri profughi a bordo della Diciotti, che hanno dunque trascorso un'altra notte sul ponte della nave.

Interviene la magistratura
Intanto la Procura di Agrigento valuta l'apertura di un'inchiesta per sequestro di persona contro ignoti, che però non sembra impensierire più di tanto Salvini, che anzi ha commentato osservando: «Non sono ignoto. Sono qua. Sono Matteo Salvini. Senatore e ministro dell'Interno con mandato preciso di difendere i confini e occuparsi della sicurezza di questo Paese. Mi volete indagare? Indagatemi. Mi volete processare? Processatemi. Ho spalle larghe. Ma con il mio permesso, a parte i bambini, non sbarca nessuno. Se vuole intervenire il presidente della Repubblica lo faccia. Se vuole intervenire il premier lo faccia. Ma per me l'Italia ha già dato. Se l'Europa non fa il suo dovere, per quanto mi riguarda le navi, come arrivano, possono tornare indietro». Il ministro dell'Interno poi ha rilanciato su Twitter una provocazione: «Se mi arrestano, mi venite a trovare amici?». Ieri pomeriggio sulla nave è salito il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, che ha ispezionato l'imbarcazione e lasciando il porto catanese ha spiegato come «la politica ha tutta la legittimità di prendere delle decisioni, ma queste decisioni non possono cozzare, contrastare con quanto previsto dalla Costituzione Italiana e dal codice penale. L'ipotesi di trattenimento illecito di persone a bordo è la conferma. È in piedi. Sulla nave Diciotti – ha spiegato poi in un'intervista oggi al Corriere della Sera – ho visto una realtà devastante, bambini soli e tanti malati di scabbia».

Le reazioni della politica
A chiedere un segnale all'Europa è stato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte che ha sollecitato «le istituzioni europee a intervenire per operare la redistribuzione dei migranti. Ancora una volta – ha scritto il premier sui suoi canali social – l'Italia sta mostrando il suo volto umanitario, ma il prezzo non può essere rimanere abbandonata a se stessa». Anche il segretario del Pd Maurizio Martina, arrivato ieri al porto di Catania, ha chiesto che si risolva subito la vicenda: «Sbarcare subito i 177 esseri umani bloccati da giorni sulla Diciotti – ha detto il segretario nazionale dem – Una nave dello Stato non può sbarcare in un porto italiano per la propaganda del governo che non gestisce ma lucra sulla disperazione. Questa è la dimostrazione del fallimento delle politiche europee di ricatto di Salvini. Dove sono i governanti amici di Salvini per farsi carico della redistribuzione? Spariti. Vivono solo nella propaganda di Lega e Cinque Stelle». Quindi Martina si è rivolto a Conte accusandolo di «limitarsi a predicare propaganda con un post. Eserciti le sue funzioni e governi rispettando il diritto e la Costituzione. Disponga lo sbarco di queste 177 persone tenute in ostaggio». Stessa esortazione rivolta al presidente della Camera Roberto Fico.