23 ottobre 2019
Aggiornato 14:00
Immigrazione

Salvini detta le condizioni per lo sbarco in Italia della nave Diciotti

Intanto esplode la rabbia della Guardia Costiera: «La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano»

Migranti a bordo della nave Diciotti
Migranti a bordo della nave Diciotti ANSA

ROMA - «Uno stallo imbarazzante. La nave Diciotti è una nave militare dello Stato italiano e le viene impedito di ormeggiare in un porto italiano!»: così il primo luogotenente Antonello Ciavarelli, delegato Cocer della Guardia costiera italiana, definisce al Corriere della Sera la vicenda della Diciotti, al quinto giorno in rada davanti a Lampedusa con 177 migranti a bordo. «Noi militari ovviamente obbediamo al governo - ha sottolineato Ciavarelli - però ci aspettiamo anche una politica più risoluta nel dare disposizioni!». Anche perché se «i 177 migranti per ora sono tranquilli e i colleghi a bordo mi scrivono su WhatsApp che tutto va bene, è risaputo che se le stesse persone capissero che li vogliamo riportare in Libia o trasbordare su un'altra nave diretta in Libia, ecco che sarebbero disposti a tutto, anche al suicidio».

«Chi ha bisogno di aiuto in mare non può aspettare»
Il luogotenente ha riferito quindi di messaggi ricevuti da «tanti colleghi per esprimere disagio» anche a fronte «di attacchi ingiusti» mossi sui social, tra cui quelli in cui «il nostro operato viene paragonato a quello degli scafisti». Per Ciavarelli «chi ha bisogno di aiuto in mare non può aspettare! Perciò l'auspicio è che la politica italiana e quella internazionale decidano in fretta su come affrontare i flussi migratori. Senza lasciare il cerino acceso in mano ai guardacoste italiani».

Le condizioni di Matteo Salvini
La nave Diciotti della Guardia costiera italiana che da oltre quattro giorni è a largo di Lampedusa in attesa di sbarcare i 177 migranti che ha salvato da un naufragio «può anche sbarcare in Italia basta che le oltre 170 persone a brodo vengano suddivise tra paesi europei in base alla solidarietà europea, in Unione europea ci sono 27 paesi». Lo ha detto Matteo Salvini, vicepremier, ministro dell'interno e segretario della Lega, intervistato ad Agorà estate (Rai3). «Facessero la cortesia, visto che negli ultimi anni abbiamo accolto 700mila persone, facessero la loro parte», ha detto Salvini. «Questo Governo ha altre priorità».

Le convenzioni sui respingimenti «si possono rivedere»
Quanto ai respingimenti che sono vietati da convenzioni internazionali, «si possono anche rivedere: si possono rivedere le concessioni autostradali, si possono rivedere anche convenzioni di 20, 30, 50 anni fa. Il mondo nel frattempo è cambiato e l'immigrazione è cambiata», ha detto Salvini, che alla giornalista che faceva notare che in passato per un respingimento in Libia è stata condannata dalla Corte europea dei diritti dell'uomo, ha risposto: «Nel frattempo ne sono arrivati più di 700mila di cui la maggioranza assoluta non in fuga da guerre per una spesa minima di 15 miliardi con 15ila morti nel Mediterraneo: l'unico modo è bloccare gli scafisti e spendere quei soldi al di là del Mediterraneo per evitare che si mettano su un barcone».