15 novembre 2018
Aggiornato 10:13

Due anni fa Renzi e Delrio furono avvisati dei rischi del Ponte Morandi

L'ex senatore Maurizio Rossi, editore di Primo Canale, chiese in un'interrogazione lumi sul progetto della Gronda. E già parlava di «cedimento dei giunti» del Ponte Morandi

GENOVA - Era il 28 aprile 2016 quando Maurizio Rossi di Scelta Civica, unico ligure in commissione trasporti al Senato, poneva un’interrogazione al ministro delle infrastrutture Delrio (governo Renzi) sulla situazione «critica» della viabilità di Genova. Due anni prima del crollo si parlava dei «problemi» del Ponte e «sulla necessità di predisporre una strategia stradale, la famosa ‘Gronda’, per bypassare in parte il ponte». Maurizio Rossi non è più senatore: è tornato a fare l’editore della tv ligure Primo Canale. Ma oggi, a distanza di due anni da quell'interrogazione, torna sul tema: «La situazione di Genova la conosco estremamente bene, purtroppo la criticità del ponte Morandi ci è nota da sempre».  Due anni dopo, oggi, quel ponte è crollato, uccidendo decine di persone e facendo precipitare nel caos il capoluogo ligure.

Le denunce sul ponte
«Questo ponte è stato realizzato quando i traffici non erano così enormi come sono adesso: sono aumentati di centinaia di migliaia i tir che attraversano la città. Ormai su quel ponte si vedevano spesso le code ferme di tir, ma trecento quattrocento tir fermi, bloccati in coda sul ponte». La Gronda venne approvata nel 2001. Da 18 anni il progetto è fermo. Ma il tema, in questo momento è un altro: quel 'maledetto' viadotto. Da lì passava - perché ormai è al passato che dobbiamo parlare - tutto il traffico in arrivo dalla Francia e da Savona verso Genova, e da lì sia in direzione Milano, sia giù per la costa tirrenica verso La Spezia e Roma. 

L'interrogazione di due anni fa
Ma nell'interrogazione di due anni fa ci sono alcuni passaggi che, letti oggi, sono da brividi. Tra i famosi 'considerato che' di ogni atto parlamentare, uno in particolare riguarda proprio la sicurezza del viadotto: «Recentemente, il ponte è stato oggetto di un preoccupante cedimento dei giunti che hanno reso necessaria un'opera straordinaria di manutenzione senza la quale è concreto il rischio di una sua chiusura». Ed eccoci all'ultimo quesito dell'interrogazione parlamentare: «Se corrisponda al vero che il Ponte Morandi, viste le attuali condizioni di criticità, potrebbe venir chiuso, almeno al traffico pesante, entro pochi anni gettando la città nel totale caos».

Il progetto della Gronda
Il progetto della Gronda, attraverso una galleria, andrebbe a tagliare l’autostrada molto prima del ponte Morandi, spostandosi verso Savona, evitando di passare sul ponte a una grossa parte del traffico. Poi il collegamento, alcuni chilometri più a nord, con la Genova-Milano. «C’è da chiedersi» commenta Rossi «perché non si sia voluto capire per tempo la necessità di costruire un’alternativa. Genova resta veramente in questo momento isolata. Le centinaia di migliaia di Tir che devono andare al porto da dove passeranno?». E ancora: «Avremo una problematica enorme perché ci sarà un blocco dell’economia portuale, non sarà più possibile arrivare all’aeroporto se non per le strade normali. Le confesso che sono anche io molto amareggiato e triste, perché vedo un crollo dell’economia totale della mia città oltre alle vittime e alla tragedia immane che c’è».