17 ottobre 2019
Aggiornato 17:00
Puglia

Tap, scintille in pubblico tra la ministra Lezzi e il governatore pugliese Emiliano

Il presidente della Regione si era appellato a Di Battista per fermare la grande opera. Da qui ne è nata una polemica in pubblico

BARI - Scintille sulla Tap tra il ministro per il Sud, Barbara Lezzi (M5S), e il governatore della Puglia, Michele Emiliano, nel corso di una conferenza stampa a Bari. Emiliano si era rivolto al grillino Alessandro di Battista per trovare una «strategia comune» sul gasdotto, in un intervento che ha pubblicato ieri su Facebook: «Adesso Di Battista deve metterci la faccia accanto a noi pugliesi e provare a spostare l'approdo in una zona meno dannosa. Dimostrerà così di essere la brava persona che molti di noi pensano che sia». E in un crescendo di volume, il ministro Lezzi, in una conferenza stampa che ha concluso un incontro in Regione Puglia dedicato al nodo ferroviario di Brindisi, ha incalzato Emiliano. «Le ricordo ministro che è a casa della Regione Puglia», ha detto il presidente della Regione, «la regione Puglia non è casa sua», ha ribattuto Lezzi.

L'attacco della ministra Barbara Lezzi
«Vorrei sottolineare il punto che durante la rionione abbiamo parlato solo dello snodo ferroviario, che la presunzione del presidente Emiliano di imbeccare il premier Conte circa un eventuale rimprovero che dovrebbe essere rivolto a questa persona che invece in virtù del fatto di essere parte del movimento cinque stelle parla in nome e per conto del movimento cinque stelle che non può accettare le sceneggiate su Facebook del presidente Emiliano che viene a chiamare una persone che non fa parte del Governo italiano. Se al presidente Emiliano brucia il fatto che voi siate qui e che io abbia potuto rispondere a una mera preoccupazione come sono state tutte quelle fatte fino ad oggi». Questo il duro attacco della ministra Barbara Lezzi. 

Emiliano e Di Battista
«Tra l'altro» ha continuato la ministra Lezzi «il presidente Emiliano già tre settimane fa ha messo un bell'articolo sul giornale nel quale ha detto di avermi richiesto tre miliardi tramite lettera al capo di gabinetto che dopo tre settimane ancora non è arrivata. Io sono turbata dalla scostumatezza istituzionale del presidente Emiliano che anziché interferire e inteloquire con il Governo dal quale ha avuto massima disponibilità già dai primi giorni è andato a richiamare una persona che non c'entra assolutamente nulla e che si trova a migliaia di chilometri e che non può dargli nessuna risposta, e che non può darla ai cittadini, pur essendo Alessandro Di Battista una persona molto vicina a noi e al governo, ma non è la persona preposta. Quindi il vero maleducato istituzionale è proprio il presidente Emiliano, che è stato accolto da tutti i ministri di questo Governo che ha preferito bypassarli ed ha preferito propinare la solita cosa del cambio di approdo o queste fantasmagoriche riconversioni. E poi la maleducata istituzionale sarei io? Ma vi rendete conto della presunzione del presidente Emiliano di trattare la regione Puglia come fosse casa sua?».

Lezzi si alza e se ne va
«Questa è causa dei pugliesi dove parlo io parla il sindaco e parla anche lei, magari da ultimo, proprio perché ospite. Adesso - ha concluso Lezzi alzandosi e andandosene - vi lascio». «Vi lascio definitivamente», ha commentato Emiliano. «Certo», ha risposto la ministra. Poi Emiliano è tornato sullo scontro: «La ministra per il Sud Barbara Lezzi, invitata e presente oggi all'incontro, ha mosso delle accuse del tutto infondate alla Regione Puglia. La nostra amministrazione non solo non ha perso tempo, ma è riuscita ad ottenere 60 milioni di euro per il grande progetto del collegamento ferroviario dell'aeroporto di Brindisi. Il vecchio progetto 2011 è stato bloccato per cause del tutto indipendenti alla Regione Puglia. Non c'è nessuna incoerenza nel nostro operato perchè stiamo realizzando alla lettera il nostro programma di governo».

Di Battista e la sceneggiata
La ministra Lezzi dal canto suo pubblica sul suo profilo Facebook una parte del video della conferenza di Bari dove bolla l'appello del governatore Emiliano a Di Battista «una vera e propria sceneggiata», e sotto un il titolo maiuscoletto «TAP: FACCIAMO CHIAREZZA!», posta la sua versione: «Questa mattina a Bari, alla stampa che mi chiedeva del Tap, ho risposto con sincerità e chiarezza, come ho sempre fatto. Non ci siamo affatto dimenticati delle nostre battaglie e le rivendichiamo. Parole fuori luogo su questo tema complesso ne sono state dette fin troppe. Come l'invito del presidente della Regione Puglia ad Alessandro Di Battista ad andare in Salento per parlare coi cittadini. Di questi argomenti si parla con il governo, che è preposto ad a occuparsi del Tap, e un uomo delle istituzioni dovrebbe saperlo. Certe sceneggiate e mancanze di rispetto istituzionale non sono accettabili».

Il governo e il Tap
«Questo esecutivo - ricorda la ministra - è nato da meno di due mesi e sul Tap stiamo facendo gli approfondimenti necessari. Quello che stiamo dicendo è che l'opera è vincolata da un trattato internazionale - perché un accordo intergovernativo ratificato a maggioranza in Parlamento è un trattato internazionale - e che è una questione molto complessa, da affrontare seriamente, perché quello che a noi interessa è non arrecare danni al nostro Paese e soprattutto a Melendugno e a San Foca». Quindi chiosa: «Quando tutti gli elementi in campo saranno stati raccolti ci confronteremo anche con i cittadini del Salento. Questo fanno le persone serie e questo stiamo facendo».