17 dicembre 2018
Aggiornato 17:00

Quanti big della sinistra con il vitalizio tagliato (ma D'Alema ci guadagna...)

Tra i 1240 ex deputati a cui verrà ricalcolato l'assegno figurano volti storici come Scalfari, Veltroni, Vendola. Il «Baffetto», invece, potrebbe vederlo aumentato

Massimo D'Alema
Massimo D'Alema (Alessandro Di Meo | ANSA)

ROMA – Milleduecentoquaranta ex deputati. È lunghissima la lista dei passati onorevoli sui quali calerà la scure, in virtù del taglio dei vitalizi approvato ieri dalla Camera per iniziativa del presidente Roberto Fico. Tra di loro non mancano ovviamente i nomi celebri, specialmente quelli che hanno soggiornato in parlamento per una sola legislatura, e che dunque hanno subìto una sforbiciata notevole per via del ricalcolo su base contributiva: due esempi su tutti sono quelli di Gino Paoli (che passa da 3108 euro lordi a 1088) e di Ilona Staller (da 3108 a 1043). Ma la ghigliottina non risparmierà nemmeno i politici di lungo corso, come Paolo Cirino Pomicino, che nonostante i suoi oltre trent'anni di politica vedrà decurtato l'assegno da 9639 a 5418 euro.

Chi piange...
Tra gli sforbiciati, poi, figura un bel gruppo di volti storici della sinistra. Eugenio Scalfari (fondatore di Repubblica), scenderà da 3108 a 1043 euro; Walter Veltroni (ex segretario del Pd) da 9850 a 6817 euro; Nichi Vendola (ex segretario di Sel) da 8106 a 4969 euro); Rossana Rossanda (dirigente Pci e cofondatrice del Manifesto) perderà ben 2123 euro netti. Ma la sorte peggiore toccherà a Luciana Castellina, 88 anni, quattro legislature in carriera, che invece dei 3140 euro che percepiva fino ad oggi, si dovrà abituare a riceverne appena 500. Una mutilazione addirittura dell'84,06%, che al momento pare proprio la più cospicua di tutte. «La maggior parte degli assegni saranno ridotti in una misura che va dal 40 al 60%», ha chiarito invece Fico. In tutto un risparmio per le casse dello Stato che si aggira intorno ai 40 milioni di euro complessivi.

...e chi ride?
Ma esistono anche dei casi limite al contrario: ovvero quelli degli ex parlamentari che, paradossalmente, potrebbero guadagnarci dal passaggio al coefficiente contributivo. La beffa per il Movimento 5 stelle è che uno di questi beneficiati è proprio l'odiato Massimo D'Alema, che in virtù delle sue sette legislature sarebbe in lista per incassare un aumento del suo vitalizio da 9893,88 a 10.142,92 euro. Stesso destino anche per Gianfranco Fini (da 10.631 a 11.929 euro), per Arturo Parisi (che non si scosterà molto dagli attuali 8 mila euro), o per il socialista Valdo Spini (da 10.631,34 a 13.034,24 euro). Ma il presidente Fico ha pensato anche a questo: all'interno della sua delibera è infatti previsto un tetto massimo, che vieterà di erogare assegni che superino l'ultimo trattamento percepito.