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«Le Europee un referendum tra noi e l'Europa delle élite»: Salvini da Pontida guarda già al futuro

I sondaggi ormai danno la Lega primo partito d'Italia. E il «Capitano» dal raduno suona la carica. Perché «la pacchia è strafinita» ed è il momento per rilanciare

PONTIDA - Tra gazebo bianchi, uno per ogni regione italiana, è il blu a fare da sfondo al nuovo corso della Lega. Perché il verde appartiene al passato e oggi Pontida non è più il raduno dei Padani «ma di tutti gli italiani». Matteo Salvini fa il suo ingresso circondato dalla sua «scorta», il popolo leghista. Dietro di lui, i due slogan scelti per dare la nuova immagine del «Capitano»: Il buon senso al governo e Prima gli italiani. La maglia più venduta, pezzo forte del merchandising leghista, è quella con il volto del segretario e la scritta: «La pacchia è strafinita». Ma se qualcuno pensa che Salvini sia arrivato al culmine del suo percorso politico, sbaglia. E di grosso. Perché i sondaggi che vedono la Lega sempre più primo partito d'Italia sono la prova che salire ancora si può. Ma, per farlo, serve un successo elettorale netto. Per questo il mirino è già puntato sulle prossime elezioni europee.

«Le europee saranno un referendum»
Per Salvini le Europee del 2019 non saranno semplici elezioni: «Saranno un referendum fra l'Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell'immigrazione e del precariato, e l'Europa dei popoli e del lavoro». Il progetto del leader leghista è chiaro: «Un'alleanza internazionale dei populisti, che per me è un complimento». Poi è il momento delle risposte rapide a domande che si sovrappongono: «I porti per chi traffica esseri umani sono e resteranno chiusi. Oggi c'è una terza nave che prenderà la via di un altro Paese e ce ne saranno anche una quarta una quinta e così via». Fico? Quella è una sua opinione personale. Io rispetto le opinioni di tutti, poi ci sono un governo e un ministro che fa. I porti sono e resteranno chiusi». Il governo tiene? «Con i ministri che hanno la delega, Toninelli e Di Maio, siamo in perfetta sintonia, poi ognuno è libero di esprimere le sue opinioni ma i porti italiani sono chiusi ai trafficanti di esseri umani».

L'accordo sui migranti «solo il primo passo»
Inevitabile poi un passaggio sull'accordo ottenuto al Vertice Ue sui migranti. Quello di Bruxelles «è un primo passo: finalmente si è discusso delle proposte italiane, siamo a metà dell'opera. Si sono accorti che possiamo dire dei no, e se c'è bisogno li diciamo». Ora, ha spiegato il leader della Lega, perennemente circondato dai giornalisti, «il mio obiettivo è che l'Europa protegga la frontiera esterna con Frontex. L'obiettivo non è 'mal comune e mezzo gaudio' re-distribuendo i migranti tra i Paesi Ue. L'accoglienza è volontaria per gli altri e quindi anche per noi».

Largo ai giovani
Il primo intervento sul palco del pratone di Pontida è stato di Andrea Crippa, coordinatore dei giovani leghisti. Tutta pancia e rabbia: «Chiuderemo i centri sociali, non servono a niente, se non a rompere le palle». Poi, in ordine sparso, appunti 'di governo' sulla scuola - «I ragazzi devono leggere i libri di Oriana Fallaci» - e sulla famiglia: «Il matrimonio è uno solo, tra uomo e donna». Poi si passa alla fuga dei cervelli: «Ogni anno scappano 150mila giovani italiani all'estero e sono i genitori a mantenere i giovani che scelgono di rimanere nel nostro Paese. Dobbiamo dare un nuovo futuro a questo Paese, contro la burocrazia». Perché, come ha poi spiegato dal palco il segretario della Lega Piemonte, Riccardo Molinari, «Questa è la Pontida del riscatto della Lega, dove festeggiamo le vittorie in tutte le regioni, dalle conquiste in Lombardia a quelle nelle terre rosse. Festeggiamo soprattutto il ritorno della Lega al governo di questo Paese». Ed è qui che gli slogan ora si chiamano 'programma'.