22 ottobre 2019
Aggiornato 18:30

Tutti lo criticano ma gli italiani lo apprezzano: la Lega di Salvini sempre più primo partito

Un vero e proprio boom quello del Carroccio. Secondo l'ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli per il Corsera ora sarebbe al 31.2%. M5s sotto il 30%

Il ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Festa della Lega, Caravaggio (Bergamo)
Il ministro dell'Interno Matteo Salvini alla Festa della Lega, Caravaggio (Bergamo) ANSA

ROMA - Per la prima volta dal 4 marzo il Movimento 5 stelle scende sotto il 30 percento dei consensi. Un risultato che si spiega con il vero e proprio boom registrato dalla Lega: il partito guidato da Matteo Salvini, secondo le ultime rilevazioni fatte da Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera, sarebbe al 31,2%: quasi il 14% in più rispetto alle elezioni politiche. L'avanzata, come detto, non è solo sulla 'pelle' dei partiti oggi all'opposizione, ma anche - se non soprattutto - nei confronti del Movimento 5 stelle: negli  negli ultimi quattro mesi il partito guidato da Luigi Di Maio ha perso ben tre punti ed è sceso sotto il 30 percento dei consensi.

L'analisi di Nando Pagnoncelli
«Non era mai capitato che a meno di quattro mesi di distanza dalle elezioni - spiega Pagnoncelli sul Corriere della Sera - si manifestasse una mobilità elettorale tale da far quasi raddoppiare i consensi per una forza politica che è uscita al terzo posto dalle urne ed oggi è prima». Guardando invece alla Supermedia settimanale elaborata da YouTrend per l'agenzia Agi, il partito di Salvini avrebbe raggiunto la soglia del 28%. Ma i due dati, seppur diversi di qualche punto percentuale, portano avanti la stessa teoria: la Lega continua crescere, anche se non soprattutto  grazie al pugno duro usato dal ministro degli Interni per risolvere l'emergenza immigrazione. 

Più critiche, più voti: Salvini 'rivoluziona' la politica
«La Lega - spiega Pagnoncelli - consolida il proprio consenso presso tutti quei segmenti sociali che l’hanno scelta il 4 marzo e aumenta in modo particolare tra i ceti più popolari, le persone meno istruite, casalinghe, pensionati e disoccupati e tra i cattolici che partecipano saltuariamente alle funzioni religiose». E la forza dipende «soprattutto dalla sostanziale continuità nella strategia comunicativa rispetto alla campagna elettorale». Non a caso a premiare Salvini è il fatto che, nonostante le critiche che arrivano ormai da tutti i fronti, politici e giornalistici, il leader stia continuando a usare «toni aggressivi nei confronti di avversari politici, esponenti delle istituzioni nazionali ed europee (il presidente Macron su tutti) e personaggi pubblici (da Balotelli a Saviano)». In questo modo, «pur occupando un’importante carica istituzionale si è sottratto al processo di istituzionalizzazione, non a caso continua a esibire accuratamente sulla giacca il simbolo di partito».

E il Movimento 5 stelle?
Ufficialmente il boom di consensi di Matteo Salvini sembra non toccare il Movimento 5 stelle. Almeno questa la posizione, diciamo così, ufficiale di Luigi Di Maio che al Festival del Lavoro di Milano ha risposto così a una domanda sull'arretramento nei sondaggi del suo partito nei confronti della Lega: «Io credo abbia sempre portato fortuna questo schema qua, siamo stati sempre sottovalutati, trattati come inesperti e incapaci: in 5 anni abbiamo mandato a casa Letta, Gentiloni, Renzi e Berlusconi. Quindi finché è così, finché ci dicono che stiamo arrancando, che non siamo bravi, non siamo capaci, poi il movimento si piazza sempre davanti a tutti quanti e manda a casa la vecchia guardia».