19 giugno 2019
Aggiornato 08:30
Immigrazione

Dal superamento di Dublino ai centri di protezione internazionale: i dettagli della proposta italiana a Bruxelles

I punti fondamentali della nuova proposta italiana che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato a Bruxelles

Il premier italiano Giuseppe Conte con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker
Il premier italiano Giuseppe Conte con il presidente della Commissione Ue Jean-Claude Juncker ( ANSA )

BRUXELLES - Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito, fuori dall’Ue (in particolare Libia e Niger), dove poter presentare le domande di asilo; superamento del sistema dell’asilo di Dublino e in particolare del principio della reponsabilità esclusiva del Paese di primo approdo; scissione fra l’obbligo di salvataggio e l’obbligo di processare le domande d’asilo per conto di tutti gli altri Paesi Ue. E ancora: centri di accoglienza in più Paesi europei, e non solo in Italia e Spagna, per salvaguardare diritti di chi arriva ed evitare problemi di ordine pubblico e sovraffollamento. Sono questi i punti fondamentali della nuova proposta italiana che il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha presentato oggi a Bruxelles al mini-summit Ue sull’immigrazione.

I «movimenti secondari» tanto cari alla Merkel
Un altro punto della proposta italiana, che prende in considerazione le esigenze del governo tedesco sulla base delle quali era stato pensato inizialmente questo mini summit, riguarda il contrasto ai «movimenti secondari», cioè gli spostamenti intra-europei. Questo contrasto potrà avvenire anche con «intese tecniche tra Paesi maggiormente interessati»; ma, sottolinea l’Italia, solo dopo aver affrontato il problema in tutta la sua complessità, attuando tutti gli altri principi della proposta. E in particolare dopo aver riformato le procedure di Dublino sui «movimenti primari», cioè gli ingressi, dei richiedenti asilo. A questo punto, ha argomentato Conte davanti ai suoi colleghi degli altri Stati membri, gli spostamenti intra-europei di rifugiati diventerebbero meramente marginali.

Merkel storce il naso
Merkel non sembra aver apprezzato la posizione di Conte, e anzi ha rilanciato la filosofia del «meglio soli», proponendo quattro punti cardine: tutti sono responsabili su tutti i temi del fenomeno migratorio; questa responsabilità deve essere assunta in una cornice europea; non devono essere lasciati soli i Paesi di primo arrivo dei migranti; e non deve esseere consentito ai richiedenti asilo di scegliere dove fare la loro domanda di protezione internazionale.

Il paradosso di Dublino
Il Sistema comune europeo d’Asilo, ha argomentato il presidente del Consiglio, oggi è fondato su un paradosso: i diritti vengono riconosciuti solo se le persone riescono a raggiungere l’Europa, poco importa a che prezzo. I Centri di protezione internazionale nei Paesi di transito, che propone l’Italia, dovranno servire a valutare le richieste di asilo e offrire assistenza giuridica ai migranti, anche al fine di rimpatri volontari. A questo scopo, l’Ue dovrà lavorare con Unhcr e Oim (l’Alto commissariato Onu per i Rifugiati e l’Organizzazione internazionale per le Migrazioni).

Rifinanziare il Trust Fund per l'Africa
Molto importante e urgente, in questo contesto, ha sottolineato il premier italiano, è rifinanziare il Trust Fund dell’Ue per l’Africa, che ha attualmente uno scoperto complessivo di 500 milioni di euro, e che incide anche su contrasto a immigrazione illegale su frontiera Libia-Niger. Importante anche, per l’Italia, una migliore sorveglianza delle frontiere esterne, con il sostegno alle missioni Ue (Eunavfor Med, Sophia e Joint Operation Themis) e supportando la Guardia Costiera Libica, iniziative che vanno rafforzate.